Musei, pagheranno anche gli over 65. Bravo Franceschini, dagli al pensionato…
Ma occorreva davvero un politico di lungo corso come Dario Franceschini (ex di tanti partiti e ora eminente rappresentante del Pd) per varare quella che già viene indicata come la rivoluzione dei musei, oppure sarebbe bastato un qualsiasi novizio del Palazzo per predisporre un provvedimento del genere?
Un provvedimento, quello pensato dal ministro dei Beni Culturali, che al di là di tante quisquilie (giovani gratis, biglietto ridotto fino a 25 anni, gratis ogni prima domenica del mese, due notti l’anno ingresso al museo a 1 euro) si basa soprattutto su un punto fondamentale: far pagare l’ingresso nei musei, nei siti archeologici e monumentali dello Stato, anche agli over 65, quel nucleo di persone che fino a ieri potevano accedere gratis a detti siti. Insomma, per farla breve, anche i pensionati d’ora in poi (dal primo luglio) dovranno pagare per entrare agli Uffizi, al Colosseo o a Pompei, tanto per fare degli esempi.
Ed è questo che veramente fa innervosire: che ad andarci di mezzo sia ancora una volta una categoria di persone (i pensionati) che tutti cercano di penalizzare in qualche maniera.
Non è certo la spesa in sé per un biglietto per accedere agli Uffizi che può cambiare la vita (al limite al museo non ci si va, si visita su Internet o nella memoria) ma a fare arrabbiare è proprio l’idea che quando ci sia da recuperare qualcosa si pensi solo e soltanto ai pensionati e ai dipendenti pubblici e privati a reddito fisso. Ed è questa la vergogna. Perché a governare così o a mandare avanti un ministero in questa maniera sono tutti capaci.
Su Internet ci sono già varie proteste contro il provvedimento dell’illuminato Franceschini. Mi associo anch’io. Perché così Franceschini e amici belli vogliono vincere troppo facile. Non un’idea, non un colpo d’ala, non un’invenzione: per fare cassa basta far pagare ai pensionati.
E i pensionati pagheranno. Ma una volta dentro, non più grati all’idea di aver risparmiato sull’ingresso, non compreranno più souvenir o quant’altro per nipotini o nipotine o parenti vari. E magari, spero, non si fermeranno più a fare colazione o a mangiare nei bar e nei ristoranti all’interno della struttura (servizi che pochi musei italiani hanno, nel mondo civilizzato sono in ogni museo che si rispetti).
Caro Franceschini, davvero un ottimo lavoro. Complimenti per la geniale soluzione dei millenari problemi che si portano dietro i musei statali italiani.
Davanti alle perplessità già espresse da molti, il ministro Franceschini dà la risposta che più insulsa non si può: “Con queste misure ci mettiamo in linea con l’Unione Europea”.
Ancora bravo, mettiamoci in linea con l’Europa.
Milioni e milioni di italiani, non solo pensionati, aspettano che l’Italia si metta in linea con l’Europa per quanto riguarda il carico fiscale e i servizi offerti dallo Stato. Quando avverrà?
