L'Italia sulla luna

Da non credere: il ministro Poletti vuole tagliare le pensioni, Renzi tace

Eh sì, c’è veramente da preoccuparsi. Sono passate alcune ore da quando sul “Corriere della Sera” è apparsa un’intervista al ministro del Lavoro Giuliano Poletti e ancora il premier Renzi non si è fatto sentire. Renzi così pronto a riprendere bonariamente ma implacabilmente pensieri e parole di ministri del suo governo o di compagni di strada della maggioranza (tanto per dire, Alfano su “vu cumprà” e abolizione dell’articolo 18) non è intervenuto. Quindi o è perso in qualche piatto di spaghetti con le arselle in Versilia (ma lui fino ad oggi ha dato a vedere di non perdersi mai) o condivide tutto ciò che ha detto il suo ministro.

Ma cosa ha detto di così inquietante Giuliano Poletti, 63enne di Imola, lontani trascorsi nel Pci, attualmente “indipendente”, tutta una carriera nella Lega delle cooperative fino alla nomina di ministro?

Non solo ha detto che l’art. 18 dello statuto dei lavoratori non si tocca, ma che per risolvere il problema degli esodati (creati dall’ex ministro del governo Monti, l’illustrissima e antipaticissima signora Fornero) e di futuri pensionati in difficoltà si potrebbe ricorrere a un contributo di solidarietà sulle pensioni alte o al ricalcolo delle pensioni col metodo contributivo.

Il che è davvero incredibile. Sì perché a tutt’oggi, in certi ambienti, siamo ancora fermi all’idea tanto cara a comunisti o ex comunisti (ancorché diventati “indipendenti”) di tartassare chi sta un po’ meglio, di massacrare chi nella sua vita ha pagato sempre fino all’ultimo centesimo di tasse e si è ritrovato ad avere una buona, buonissima o splendida pensione per meriti suoi o perché le leggi in vigore in materia pensionistica glielo hanno permesso. Insomma, siamo fermi all’idea di mascherare con ipotesi di ricalcoli o sofismi del genere, una tassa patrimoniale di cui nessuno né nel governo né nell’opposizione in teoria vuol sentire parlare.

E questo è uno degli aspetti più discutibili dell’intervista.

Ma c’è di più. Perché il bravo Enrico Marro che ha realizzato l’intervista fa notare all’illuminato ministro Poletti che le pensioni alte sono così poche che si raccoglierebbero briciole.

E sapete cosa risponde l’illuminato ministro del governo Renzi? Risponde così: “Dipende da dove si fissa l’asticella”. Come dire insomma che più si abbassa l’asticella andando a colpire non solo le pensioni d’oro o d’argento ma anche quelle di bronzo e magari di latta il governo riuscirebbe ad incassare molto di più.

E bravo il nostro ministro, davvero una bella maniera per tentare di risolvere il problema del lavoro in Italia.

Guardiamo se il premier Renzi risponderà all’esternazione ferragostana del suo ministro, guardiamo quanto tempo ci metterà.

Oppure Renzi se ne starà zitto condividendo pienamente il pensiero dell’illuminato e indipendente Poletti? Troppo indipendente?

 

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