L'Italia sulla luna

“Questo fisco fa schifo”: l’impegno di Renzi contro gli evasori fa sperare tutti i fessi d’Italia

Il fisco in Italia non funziona da trent’anni, fa schifo e lo cambierò”. Nell’oceano giusto e doveroso del cordoglio, delle dichiarazioni e dei commenti a proposito della tragedia avvenuta in questi giorni in Francia, le parole dette dal premier Renzi pochi giorni fa nel corso di un’intervista a Lilli Gruber su La7, sono andate praticamente disperse nello spazio.

Ora, attenuatasi un po’ l’onda emotiva di questi giorni per vicende ben più drammatiche delle quotidiane italiche sciagure, voglio riprendere quanto detto da Renzi perché mi è sembrato importantissimo per il futuro del nostro Paese, un futuro che potrebbe anche non più prevedere un Paese diviso fra imbecilli da una parte (quelli che pagano le tasse fino all’ultimo centesimo) e furbetti del quartierino che le tasse non le pagano (o le pagano in misura infinitamente inferiore al dovuto) e vivono vite smeralde alle spalle dei fessi.

Nel precedente post (scusate l’autocitazione) avevo parlato delle tante cose giuste proposte da Renzi ma avevo anche detto che il premier sull’argomento evasione fiscale mi era sembrato fino ad oggi sempre un po’ “tiepido”.

Ecco, ora non potrò più dirlo. Perché Renzi l’altra sera non rispendendo certo a me e a quanto avevo scritto (non aspiro a tanto onore) ma al disagio che certamente a più riprese gli sarà stato fatto presente da milioni di lavoratori a reddito fisso e da milioni di pensionati taglieggiati dalle tasse, ha avuto nei confronti del fisco espressioni di una violenza tale come non avevo mai sentito da altri presidenti del consiglio.

Tutti i precedenti premier di centro e di sinistra, a proposito di fisco parlavano genericamente della complessità di certe norme, che si sarebbe provveduto a riequilibrare il sistema, che bisognava avere pazienza, che da altre parti l’evasione era più alta che nel nostro Paese, che la guardia di finanza lavorava a pieno regime e che in definitiva bisognava capire che più di tanto non si poteva fare. Tante belle parole, tanti bei discorsi, tanti buoni proposito e poi le cose andavano avanti come se nulla fosse.

Berlusconi durante i suoi lunghi anni di governo si era anche spinto più in là, dicendo che il fisco era iniquo ed arrivando ad ipotizzare a più riprese (chi se lo può scordare?) due aliquote per tutti: al 23% e al 33%. Ricordate? Bene, siamo ancora ad aspettare. Passata la festa, gabbato lo santo.

Ora invece Renzi, con le parole dell’altra sera, mi sembra che abbia messo un punto fermo sulla questione: il fisco così com’è fa schifo e va cambiato. Una dichiarazione parecchio impegnativa anche perché la riforma del fisco in chiave “pagare tutti per pagare meno” è una di quelle cose che veramente possono far cambiare il volto ad un Paese: ci si rende conto di cosa vorrebbe dire recuperare per le spese dello Stato cento miliardi di euro l’anno, vi rendete conto di cosa vorrebbe dire (una volta incamerata l’evasione) ridurre le tasse a tanta gente che non ce fa ad arrivare alla fine del mese, vi rendete conto della maniera in cui potrebbero ripartire i consumi?

E da un punto di vista morale quanto potrebbe essere benefico per milioni di persone non dover più leggere ogni anno che Dio mette in terra che medici ed avvocati sono dei poveretti che bisogna tentare di aiutare in tutte le maniere perché non ce la  fanno a mettere insieme pranzo e cena; che i proprietari di bar e ristoranti, poveretti, dicono di guadagnare molto meno dei loro camerieri e lavapiatti; che i concessionari degli stabilimenti balneari (sempre stando alle loro dichiarazioni dei redditi) talvolta sono costretti a farsi fare qualche prestito dai bagnini a cui danno lavoro. E che dire di quelli che costruiscono le case, dei muratori, degli imbianchini, di quelli che accomodano caldaie, lavatrici e lavastoviglie? Che ne dite dei parrucchieri che in una marea di casi fanno le ricevute inferiori a quanto pretendono in contante? E dei tassisti delle grandi città che si spaccano ossa e nervi per varie ore nel traffico impazzito per qualcosa (sempre stando alle loro dichiarazioni) come un migliaio di euro al mese? E dove vogliamo mettere i miliardari e “nullatenenti” dentisti?

Gli esempi potrebbero andare avanti all’infinito. Mi fermo qui. E torno alle parole di Renzi pronunciate davanti a milioni di telespettatori: “Il fisco fa schifo e io lo cambierò”.

Se Renzi ha detto queste parole vuol dire che ci crede e vuol dire anche che ha davvero intenzione di porre rimedio allo schifo che procura oggi il fisco. E anche perché, diciamo la verità, questa del fisco per l’Italia (e anche per chi ci osserva attentamente da tutta l’Europa) sarebbe davvero la madre di tutte le riforme. Altro che Senato, altro che Province, altro che Italicum.

La riforma del fisco segnerebbe una svolta clamorosa. Sarebbe davvero rimettere i sessanta milioni di italiani tutti sullo stesso piano, sarebbe come abolire le famose due caste che da sempre contraddistinguono l’Italia, quella dei fessi e quella dei furbetti (o se preferite “ladri evasori” come tanti indicano giustamente con termini meno simpatici quelli che vivono alle spalle degli altri).

Guardiamo quanto tempo farà passare Renzi dal suo preciso impegno in materia di fisco ai fatti. Ci auguriamo che sia poco. E se il premier dovesse distrarsi, noi saremo sempre qui pronti a ricordargli le sue inequivocabili parole.    

 

comments powered by Disqus