La crisi e i suicidi: dovrebbero essere quelli del Pdl a chiedere scusa agli italiani
Contrariamente a quanto si è soliti dire, le sconfitte fanno sempre male (anche se poi servono a migliorare). Se poi sono sconfitte elettorali possono diventare una miscela esplosiva.
Ne sa qualcosa il Pdl che, dopo essersi quasi liquefatto alle recenti amministrative, ora sembra trovarsi davvero sull’orlo di una crisi di nervi.
Una crisi di nervi che avrebbe colpito una quarantina di deputati del Popolo della Libertà che hanno firmato una interrogazione rivolta al Premier Monti: un documento per chiedergli di smentire pubblicamente e in maniera chiara che la catena di suicidi cui stiamo assistendo per la crisi economica sia colpa dell’operato del precedente governo, quello formato appunto da Pdl e Lega.
Ora va ricordato che il professor Monti non ha mai detto una cosa del genere. Nei giorni scorsi ha parlato genericamente di “drammi umani causati dalla crisi” e di necessaria riflessione da parte di chi ha portato l’economia in questo stato.
Già il Pdl si era risentito per queste parole e il professor Monti era stato costretto a tornare sull’argomento per assicurare tutti che con le sue parole non aveva voluto certo attribuire al precedente governo la responsabilità di quei trenta e più suicidi dovuti alla crisi.
Ma evidentemente ai liquefatti deputati Pdl non è bastato. Tanto che appunto si sono decisi a sottoscrivere un’interrogazione per dare ancora più risalto alla vicenda e alle scuse di Monti.
Il che fa davvero pensare che ormai qualcuno (forse preoccupato per il prossimo futuro) sta perdendo il controllo. E soprattutto sta riscrivendo nella propria mente la realtà vera che si è sviluppata negli ultimi anni sotto il governo Berlusconi.
E allora è indubbio che la colpa della crisi che sta investendo il mondo intero non è stata né di Berlusconi né del suo governo coi leghisti. Ma è altrettanto indubbio che Berlusconi e i suoi amici veri o presunti (a cominciare dal ministro dell’Economia Tremonti) hanno fatto ben poco non solo per contrastare la crisi con misure adeguate ma anche per far comprendere agli italiani il drammatico destino verso il quale stavano andando incoscientemente incontro.
Così se quella quarantina di deputati del Pdl, tanto desiderosi di scuse da parte del premier Monti, vogliono riordinare nella loro mente l’esatto svolgimento dei fatti andati, basta che facciano un clic su Internet. Internet può essere anche la loro memoria.
Basterebbe che facessero un clic su frasi tipo “siamo usciti dalla crisi prima e meglio degli altri” oppure “vari leader europei mi chiedono consigli su come uscire dalla crisi” pronunciate dal loro sommo Capo in tempi andati, per rendersi conto che la loro protesta nei confronti del professor Monti è solo ridicola.
Certo non sono stati loro a dare il via alla crisi, non è certo colpa loro se la gente s’ammazza, ma vogliamo dire che anche loro, col loro comportamento o con la loro inettitudine, hanno contribuito al dilagare della crisi che in questi mesi sta facendo sentire tutto il suo peso?
Vogliamo ammetterlo o vogliamo continuare a fare finta di niente?
E allora penso che invece di chiedere scuse al professor Monti dovrebbero essere loro, quei quaranta del Pdl ma anche tanti altri del parlamento, a chiedere scusa agli italiani per tutto ciò che non hanno fatto, chiedere scusa a tutti quegli italiani che stavano per essere portati in fondo ad una baratro da una classe politica inetta. Tanto inetta che ha dovuto chiedere aiuto al professor Monti e agli altri “tecnici”.
