Il governo Monti, la crisi e l’insopportabile ronzio delle mosche cocchiere
Lo spread sale, le borse vanno giù, inquietano i dati sul debito pubblico e delle entrate fiscali. E’ in questo contesto che riappaiono sulla scena le mosche cocchiere della politica di casa nostra.
Ad esempio Alessandra Mussolini, erede di tanto nome e deputata del Pdl (discendenza, ovviamente, An) lancia un terribile grido d’allarme e dice: ”Ormai siamo sulle soglie del baratro. In poche mesi, dopo cure da cavallo, il debito pubblico è al top, le entrate tributarie in calo e lo spread è alle stelle: e non è finita. Monti ha fallito e se ne deve andare per il bene dell’Italia. La parola torni al popolo sovrano”.
Ma ha da dire qualcosa anche il vicepresidente dei deputati della Lega Nord Massimiliano Fedriga: “Più che una politica di rigore, quella di Monti è una politica di punizione contro il Paese: è il caso che ammettano il loro fallimento e facciano un passo indietro”: E poi sottolineando una serie di dati negativi su spread, benzina e debito pubblico, conclude: “Insomma, nessuno degli obiettivi del governo tecnico è stato raggiunto: famiglie e cittadini sono più poveri, e lo Stato non è messo meglio”.
Si aggiunge alle lamentele anche quella del presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri (anche lui discendenza An, ovviamente). Dice Gasparri: “I risultati elettorali della Germania che registrano la prevedibile ma non per questo meno clamorosa sconfitta di Angela Merkel dovrebbero indurre tutta l’Europa a una riflessione. Non possiamo congelare la democrazia per accontentare banchieri ed eurocrati che vorrebbero imporre le proprie logiche contro le quali i popoli si stanno ribellando”.
Se il momento non fosse drammatico (e sembra esserlo davvero) ci sarebbe veramente da ridere.
In un contesto difficile come questo c’è gente che in anni e anni di potere ha contribuito a portare il Paese sull’orlo del precipizio (facendo parte in tutto e per tutto dell’illuminato governo Pdl-Lega) ed oggi viene a proporre di restituire la parola al popolo sovrano.
C’è gente che ha assistito ai misfatti di un partito (quello di cui fa parte) che ha investito i soldi pubblici dei rimborsi elettorali in operazioni in Tanzania, in diamanti, in presunte lauree, in lavori di ristrutturazione di ville, in operazioni di sostentamento della dolce vita del figlio del Capo, ed ora viene a dirci che “famiglie e cittadini sono più poveri”?
C’è gente che ha avuto ruoli di primissimo piano in tutti gli anni del governo Berlusconi e che quindi non ha contribuito di certo a porre un argine alla via via crescente crisi, ed oggi, perché ci sono i tecnici del professor Monti al governo, ci viene a raccontare che non “possiamo congelare la democrazia” e che i popoli si stanno ribellando contro banchieri ed eurocrati?
Ma questa gente si renderà conto di ciò che dice o parlerà tanto per finire su qualche agenzia di stampa? Questa gente si renderà conto, con le loro parole, di aggravare ancora di più la situazione e soprattutto di sviluppare nel povero italiano già provato duramente da tutto, una sempre più crescente, insopprimibile ripulsa verso qualsiasi politico dell’attuale parlamento?
Possibile mai che questi personaggi non abbiano tratto nessun insegnamento neppure dai risultati delle recenti amministrative dove tutti i partiti tradizionali (chi più e in maniera drammatica e chi meno) sono stati presi a ceffoni dall’elettorato di giorno in giorno sempre più inviperito?
Cosa deve succedere perché certe mosche cocchiere si mettano tranquille, ripensino a tutto ciò che hanno contribuito a determinare in passato e lascino fare ai cavalli della carrozza Monti il loro lavoro?
