L'Italia sulla luna

La Minetti capro espiatorio? Non scherziamo. Nel Pdl conta più lei di Alfano

Davvero ricca di sorprese la vicenda Minetti. La prima è scoprire quanti commentatori si siano schierati a fianco della bella igienista dentale, promossa a consigliera regionale grazie ai bunga bunga fatti con re Silvio nella villa di Arcore e, proprio in questi giorni, invitata dallo stesso Berlusconi a dimettersi da quel posticino d’oro che occupa da due anni.
Si sa il fondatore del Pdl avrebbe deciso di ripresentarsi come candidato premier alle elezioni del prossimo anno e per questo avrebbe deciso (tanto per gettare un po’ di fumo negli occhi agli elettori) di dare una ripulitina al partito. E’ per questo che avrebbe dunque invitato la ragazza animatrice delle “eleganti cene” ad Arcore a cedere il passo.
E qui apriti cielo. Sì perché ho visto scendere in campo fior di commentatori per difendere la signorina Minetti divenuta (secondo il loro pensiero) un povero capro espiatorio, una vittima sacrificale del gioco sporco della politica. Soprattutto della politica fatta ad personam.
La cosa, come dicevo, mi ha davvero sorpreso. Perché non mi riesce davvero vedere la dolce signora Minetti, capace di fare carriere fulminanti grazie a chissà quali pozioni magiche, nel ruolo della poveretta destinata al massacro, destinata poverina a rientrare un po’ in quell’ombra che lei deve odiare tanto.
No, non ce la vedo proprio in questa parte che certo non fa per lei. La vedo piuttosto nel ruolo molto più importante di quella che sa, grazie alle sua indiscutibile avvenenza (tutta naturale?) e alle sue capacità organizzative, come condurre le danze col potere e coi potenti.
Devo confessare anche che tutte le volte che mi capitava di vedere qualche foto della Minetti sui giornali, sui media on line, in tv, su qualche rivista, impegnata in tutto (vacanze, shopping, passeggiate, cene, meeting di moda) eccetto che nel suo lavoro di consigliera regionale del Pdl, mi chiedevo per quanto tempo ancora gli italiani che pagano le tasse avrebbero dovuto mantenerla al consiglio regionale lombardo. Una che occupa quel posto non certo per particolari meriti politici, ma per qualche miracoloso intervento. Ma evidentemente, a leggere tanti commentatori, mi sbagliavo: la Minetti, per loro, sta bene dove si trova. E’ insomma la persona giusta al posto giusto. Mah.
Perché poi ho condiviso l’invito rivolto alla signora di dimettersi? Perché non penso certo che Berlusconi per “rinfrescare” il malconcio Pdl possa limitarsi a far dare le dimissioni alla Minetti. La Minetti, se davvero il Cavaliere intendesse dare un’immagine nuova di sé, della sua politica e del partito che ha intenzione di guidare alle prossime elezioni, non può che essere la capofila di una bella lista di epurati.
Dopo la Minetti insomma dovrebbe arrivare l’allontanamento dalla cerchia berlusconiana, di tanti personaggi che sono stati a lui particolarmente vicini: gente condannata per essere stata un po’ troppo vicino alla mafia, gente in odore di camorra, gente con una fedina penale per niente immacolata, gente che si è ritrovata padrona di appartamenti senza esserne stato informato, gente che coi grandi appalti e i grandi eventi ha combinato qualcosa di poco chiaro.
Ecco Berlusconi per recuperare credibilità e voti dovrebbe fare anche questo: non certo fermarsi alle dimissioni della Minetti che davvero, in questo caso, diventerebbe un capro espiatorio. Però, diciamolo: se anche lo diventasse, chi se ne frega. Le cose, per lei, sono andate benissimo per due anni e passa. Se mantiene il posto fino a ottobre riesce anche a maturare perfino la pensione, sempre a spese del contribuente italiano.
E poi secondo voi la Minetti, se davvero dovesse lasciare il Pirellone di Milano, potrebbe mai ritrovarsi senza lavoro? Non potrebbe incamminarsi subito (tv, moda o altro) su una bella strada lastricata di (privati, questa volta) bigliettoni?
Ma la vicenda Minetti mi ha impressionato anche per un’altra cosa. L’assoluta ininfluenza del segretario Alfano nella gestione della cosa.
Il segretario del Pdl domenica all’ora di pranzo, nel corso di un’intervista televisiva aveva detto categorico: “La Minetti si deve dimettere entro lunedì” (cioè il giorno dopo). Siamo arrivati a giovedì sera e le dimissioni della Minetti (a meno di clamorose iniziative che ignoriamo) non sono ancora state presentate.
Sorge un dubbio clamoroso: che nel Pdl le varie Minetti contino ancora parecchio. Più dello stesso segretario.

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