Mafia e Stato, quanti misteri, quante trattative…
Forse sbaglierò, ma la discussione sulla (presunta?) trattativa fra Stato e mafia che sta andando avanti da giorni e giorni e che è arrivata perfino a coinvolgere il presidente della Repubblica, mi lascia del tutto indifferente. Anzi, direi che mi crea proprio una certa insofferenza leggere le dichiarazioni di tanti politici che alimentano la polemica e che fanno finta di essere nati ieri.
Perché mi lascia indifferente? Per il semplice fatto che sono da sempre convinto (e spero che qualcuno riesca a togliermi quest’idea balzana dalla testa) che la trattativa fra Stato e mafia ci sia sempre stata, con qualsiasi governo governasse.
C’è sempre stato, secondo me, un accordo più o meno tacito, più o meno palese, fra pezzi dello Stato e boss mafiosi. C’è stato nel momento in cui, nel luglio del 1943, le truppe americane sbarcarono in Sicilia con il fattivo aiuto della mafia, è continuato per tutti questi anni, fino ad oggi.
Talvolta il tacito accordo (vuoi per un giro di vite dello Stato sui detenuti mafiosi, vuoi per la pazzia stragista di qualche boss) è saltato e si sono dovute registrare tragedie immani che hanno colpito politici, magistrati, agenti di scorta, gente comune (ultimi in ordine di tempo i martiri della giustizia Falcone e Borsellino).
Poi, dopo l’ondata immane di violenza e l’attenuazione del 41 bis a carico dei carcerati mafiosi, ecco il ritorno alla calma, il ritorno ad una drammatica normalità. Con i mafiosi a fare il loro sporco lavoro che svaria dallo spaccio di droga, all’usura, allo sfruttamento della prostituzione e magistrati, poliziotti e carabinieri impegnati a dar loro la caccia (fra tante altre cose da fare) con poco personale, pochi mezzi e pochissimi aiuti.
E così (sempre secondo la mia idea) il tacito accordo va avanti in un tranquillo tran tran fino alla prossima mossa dello Stato o della mafia che potrebbe rimettere tutto in discussione.
Perché ho sempre creduto in questa che qualcuno può considerare una folle ipotesi?
Primo perché sono convinto che in parlamento (oltre a quelli che si occupano di tanti settori del vivere civile) ci siano anche i lobbisti delle varie mafie, da Cosa nostra, alla camorra, alla ‘ndrangheta. A dimostrarlo basterebbe andare a rileggersi tutti i provvedimenti attuati o richiesti dalla magistratura a carico di vari deputati e senatori. Vari lobbisti della mafia che cercano di fare gli interessi in parlamento del loro datore di voti e lavoro.
Poi la penso così (e questa è secondo me la cosa più mi sta a cuore) perché mi riesce impossibile pensare che lo Stato italiano, se volesse, se mettesse in campo tutte le sue forze, se inviasse nei posti a maggior densità criminale addirittura l’esercito… mi riesce impossibile pensare, dicevo, che la Stato non ce la farebbe a scardinare definitivamente la mafia.
Allora difronte all’idea di uno Stato impotente, difronte all’idea di uno Stato incapace di vincere la battaglia con le mafie, difronte all’idea di uno Stato flaccido, meglio rifugiarsi nell’idea che sia lo Stato a non voler combattere fino in fondo quella battaglia. Che sia lo Stato a decidere di condurre la lotta alla mafia in un equilibrio sempre pericoloso ma per un po’ di tempo “stabile”, come sono stati appunto questi anni dall’uccisione di Falcone e Borsellino in poi.
Per spiegarmi meglio: non posso pensare che lo Stato sia incapace di scardinare tutto ciò che gira nei quartieri più malfamati di Napoli o intorno alle tristemente note Vele di Scampia. E’ forse che non vuole debellare quella criminalità, che ha altre cose e più importanti di cui occuparsi.
Per spiegarmi ancora meglio: non posso pensare che lo Stato sia incapace di individuare tutti gli immigrati clandestini che girano indisturbati per il nostro Paese e che continuano ad arrivare ad ondate. Basterebbe che vigili urbani, poliziotti o carabinieri chiedessero i documenti a tutti quelli che per le strade e le piazze di tutte le città e ora sulle spiagge di tutta Italia cercano di venderti qualcosa. Di giorno fazzolettini di carta, di sera magari droga. Se vigili urbani, poliziotti o carabinieri non fanno questo piccolo controllo è perché forse hanno l’ordine di controllare altre cose. O di non controllare.
Con questi semplici esempi si potrebbe andare avanti una giornata.
Sono convinto che se lo Stato italiano volesse, sarebbe in grado di combattere al meglio tutte le situazioni di illegalità. Sono però altrettanto convinto che spesso, nella valutazione di certe situazioni, prevalga l’opportunismo politico o, in altre circostanze, quello che una volta si indicava come “ragion di Stato”.
Meglio pensarla così piuttosto che doversi rendere conto di vivere in uno Stato inetto e incapace di proteggere i propri cittadini.
