L'Italia sulla luna

Bufera mediatica: professor Monti vada avanti ma lasci stare i “se” e i “ma”

Un inizio di settimana davvero difficile per il premier Monti. Ieri ha dovuto spiegare al governo tedesco che con le parole pubblicate in un’intervista al settimanale “Der Spiegel” (“Se i governi si facessero totalmente vincolare dalle decisioni dei parlamenti, una disintegrazione dell’Europa sarebbe più probabile dell’integrazione”) non voleva assolutamente offendere l’autonomia dei parlamenti in generale e tanto meno di quello della Germania.
Oggi ha dovuto telefonare d’urgenza all’ex premier Berlusconi per fargli presente che quella dichiarazione uscita in un’intervista concessa al Wall Street Journal (“Se il precedente governo fosse ancora in carica ora lo spread italiano sarebbe a 1200 o qualcosa di simile”) era stata estrapolata da un contesto più ampio e che non conteneva comunque alcuna intenzione polemica nei confronti del passato esecutivo.
A quelle parole, lette sull’autorevole giornale americano, si è scatenata una vera e propria bufera sulla testa del professore. Con, figuratevi un po’, durissime prese di posizione del capogruppo del Pdl alla Camera Cicchitto, del segretario del partito Alfano, del tesoriere del Pdl Laffranco, del capogruppo al Senato Gasparri, della pasionaria Daniela Santanché nonché dell’ex ministro Brunetta. Insomma, una grandinata di critiche che sono rimbalzate per tutto il pomeriggio e che hanno avuto anche ampie ripercussioni.
Sì perché per rappresaglia, alla Camera i deputati del Pdl hanno fatto andare sotto il governo su un ordine del giorno del decreto per la spending review che riguardava la sicurezza. Al Senato i senatori del Popolo della libertà hanno fatto mancare il numero legale per quattro volte, causando così la sospensione della seduta.
Questa la cornice di una giornata parecchio fosca per il governo tecnico dei professori guidato da Mario Monti.
Giornata ed eventi che nel cittadino comune (basta fare un giro su Internet per rendersene conto) hanno suscitato più di un interrogativo.
Ora, è innegabile che il premier italiano non solo abbia il diritto ma anche il dovere di concedere interviste ai media fra i più importanti del mondo per spiegare anche all’estero quale sia l’impegno del suo governo e degli italiani tutti per uscire dalla drammatica crisi in cui ci troviamo.
Ma è mai possibile che perfino un professore della Bocconi non sia capace di esprimersi in un’intervista in termini precisi e netti in modo che nessuno possa equivocare su ciò che intende veramente dire?
Possibile mai che perfino un professore della Bocconi possa lanciarsi in ragionamenti che includono “ se” e “ma” e che alla fine possono solo prestarsi anche a fantasiose interpretazioni?
Possibile mai che un personaggio eminente come il professor Monti, al quale milioni di italiani riconoscono i meriti del lavoro che sta facendo per salvare l’Italia, sia costretto a chiarire per due volte nel giro di poche ore la sostanza del suo pensiero?
E per finire: possibile mai che un personaggio serio, preparato e rispettato dappertutto nel mondo debba essere costretto a sottostare alle feroci reprimende di deputati e senatori che col loro lavoro negli ultimi anni sono stati solo capaci di portare l’Italia sull’orlo del precipizio o forse, addirittura, qualche gradino sotto?
Mi fa veramente sorridere la signora Santanché, quando al massino dell’indignazione per le parole del professor Monti affidate al WSJ dice: “Dopo una dichiarazione del genere la misura è colma. Per cui io sarei prontissima ad andare al voto e credo che in questo momento Monti con noi dovrebbe avere chiuso”.
O quando Gasparri dichiara: “Mentre il parlamento vota fiducie a raffica sarebbe bene che il comportamento di Monti fosse più equilibrato e rispettoso. Ci si potrebbe anche stufare prima o poi”.
Chissà se è una minaccia o una promessa. Mi immagino però un’Italia salvata da un governo composto da Gasparri e dalla Santanché o, se preferite, da Bersani, Vendola e qualcuno di Rifondazione.

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