L'Italia sulla luna

“Signore pietà”: per quanto dovremo ancora sopportare le false promesse di Berlusconi?

“Si ricandida, Signore pietà”. Così ha detto Benigni all’inizio del suo show dedicato alla Costituzione su Raiuno. Uno show da record di ascolti.
Benigni ha ragione: “Signore pietà”. Ha mille ragioni. Ma, secondo noi, non per il fatto che Berlusconi si ricandidi per la sesta volta o per il fatto che sogni di poter guidare ancora il Paese come ha fatto fino ad un anno fa con esiti disastrosi. Tanto da essere costretto alle dimissioni.
In fondo, il fatto di candidarsi per l’ennesima volta è un diritto di Berlusconi forse contenuto in qualcuno degli articoli di quella Costituzione che il magnifico Roberto ha illustrato da sommo maestro all’inclito pubblico televisivo.
Ricandidarsi è un diritto di Berlusconi. Anche perché, se si dovesse mettere in discussione il principio, bisognerebbe (se ci pensate bene) chiedere pietà al Signore anche per le ricandidature di Bersani, di Fini, di Casini, di Rosi Bindi, della Finocchiaro. E chissà se anche D’Alema chiederà al Pd la deroga per ricandidarsi dopo un’infinità di inutili anni in Parlamento.
E allora perché, secondo noi, ha ragione Benigni quando invoca “Signore pietà” davanti alla ricandidatura del Cavaliere?
Semplicemente perché è davvero insopportabile vedere Berlusconi, dopo tutto ciò che (non) ha fatto durante il suo ultimo (così almeno si spera) governo, riproporsi agli italiani come l’unico, possibile salvatore della patria.
E’ insopportabile vederlo o ascoltarlo mentre tenta di mettere il cappello sulla possibile candidatura di Monti come leader dei moderati.
E’ insopportabile vederlo o ascoltarlo mentre incensa e liscia il professore della Bocconi dopo avergli tolto la fiducia in parlamento solo pochi giorni fa.
E’ insopportabile assistere all’uso indiscriminato che Berlusconi fa delle sue televisioni e dei canali Rai per tentare di imbambolare di nuovo un po’ di italiani con il racconto del suo smisurato ego (ma come mai il Pd si sarà sempre dimenticato di fare una legge sul conflitto di interessi? Mistero).
E’ insopportabile assistere allo spettacolo offerto da poveri conduttori / conduttrici relegati al ruolo di lacché e ridenti spettatori di straripanti autointerviste offerte dal Cavaliere.
E’ insopportabile infine vedere come il Cavaliere per tentare di risalire nei sondaggi che lo danno come ampiamente sconfitto alle prossime elezioni, usi nei confronti degli italiani argomenti più volte sfruttati in passato.
Ha cominciato col dire che di certo, se tornasse a dirigere il Paese, toglierebbe l’Imu sulla prima casa e a promettere la riforma dell’architettura istituzionale e della magistratura.
Volete scommettere che nelle prossime settimane proseguirà con le promesse della riduzione della tasse, la creazione di un milione di posti di lavoro, l’abolizione del bollo per le auto e i motorini, la riduzione delle accise sulla benzina, l’abolizione del canone Rai, la riduzione dell’Iva su tutti i prodotti in commercio? Chissà se come Cetto Laqualunque il Cavaliere arriverà a promettere “più pilu per tutti”.
Prometterà tutto e di più. Un tutto e di più che non potrà mai mantenere per la cattiveria (a suo dire) del ministro dell’economia di turno (ricordate il vergognoso giochino con Tremonti?) che (sempre a suo dire) gli impedirà di attuare tutte le sue meravigliose intenzioni e riforme.
Signore pietà per tutto questo. E pietà anche per quegli italiani che, dimentichi di un passato piuttosto recente, dovessero ancora una volta abboccare all’amo del Cavaliere del bunga-bunga.

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