Monti,Casini e il nano-protagonista della nostra politica
Brutta bestia la paura di perdere. E anche quella di doversi ritirare in buon ordine in qualche bel resort del Kenia. Devono essere stati per forza questi i sentimenti che hanno spinto il Cavaliere ad usare nei confronti del professor Monti parole davvero così ineleganti (lui, Berlusconi, dedito con assiduità alle “eleganti cene” di Arcore) come ha fatto. Ha detto Berlusconi che se Monti, come ha intenzione di fare, dovesse candidarsi a premier del prossimo governo si ridurrebbe a “piccolo protagonista” della nostra politica. Piccolo protagonista accanto ad altri piccoli protagonisti. Che potrebbero essere, anche se il Cavaliere non li nomina, Casini, Fini, Montezemolo e chissà chi altro ancora.
Davvero inelegante il Cavaliere. Primo, perché fino a pochi giorni fa ha corteggiato con insistenza il professore perché diventasse il leader di tutti i moderati al posto suo.
Secondo, perché appare decisamente fuori luogo definire “piccolo protagonista” un professore che nel giro di un anno non solo ha dato il via al salvataggio dell’Italia dal baratro in cui l’aveva precipitata il precedente governo Berlusconi, ma che, con la sua presenza, ha fatto recuperare credibilità e prestigio all’Italia in tutto il mondo.
Via, è stato davvero inelegante definire il professor Monti in quella maniera così brutale. Parole ineleganti da parte di colui che si è sempre definito un grande statista o più modestamente, se così si può dire, il “miglior presidente del consiglio” dall’Unità d’Italia a oggi.
E poi, diciamolo chiaramente, se Monti è un “piccolo protagonista” come potrebbe essere definito un personaggio che in venti anni di potere non ha fatto niente, assolutamente niente di tutto ciò che ha promesso in continuazione?
Ricordate la rivoluzione liberale? Ricordate il milione di posti di lavoro? Ricordate la riduzione delle tasse? Ricordate le sue mitiche aliquote del 23 e 33% ? Ricordate tutto questo?
E cosa ha fatto il Cavaliere di tutte queste cose? Cosa ha fatto il Cavaliere se non portare l’Italia sull’orlo del fallimento?
E allora a fronte di tutti questi non risultati, se qualcuno sulla falsa riga della “piccolezza” di Monti, definisse Berlusconi un “nano-protagonista” della nostra politica sbaglierebbe di molto?
