L'Italia sulla luna

Pdl e Pd contro la Cassazione. Basta con le larghe intese è l’ora di tornare a votare

C’è veramente da rimanere allibiti a vedere cosa è successo poche ore fa in Parlamento dove Pdl e Pd si sono trovati d’accordo sul fatto di sospendere i lavori alla Camera e al Senato per la giornata di oggi in seguito alla decisione della Cassazione di calendarizzare per il 30 luglio l’udienza del processo Mediaset.
I falchetti del Pdl, Brunetta e Santanché in testa, avevano chiesto che i lavori venissero sospesi per tre giorni. Poi difronte alle resistenze del Partito Democratico ancora più lacerato dopo quello che è accaduto oggi (i renziani si sono detti contrari alla sospensione dei lavori) si è arrivati al compromesso andato poi in scena.
Una storia pazzesca che ha rischiato di far cadere il governo di larghe intese. Sì perché la pitonessa Santanché era stata più che chiara: “Se dovesse arrivare un no sulla richiesta di moratoria dei lavori parlamentari capiremo che non c’è un governo di coalizione. Far cadere un governo non è un’azione politica, è una conseguenza di un’azione politica”.
E così è arrivata la sospensione dei lavori. Con il parere favorevole del Pdl e di parte del Pd, con il no di Sel, M5S e Lega. E con le grida di “buffoni, servi e schiavi” lanciate dai grillini nei confronti dei democratici.
Insomma una bagarre indecorosa che seguiva una decisione altrettanto indecorosa.
Tutto, come si è detto, è nato dalla decisione della Cassazione di mettere in calendario per il 30 luglio l’udienza del processo Mediaset dove Silvio Berlusconi è stato condannato in appello, per frode fiscale, a quattro anni di reclusione e a cinque di interdizione dai pubblici uffici, pena accessoria che lo estrometterebbe dal Senato. Decisione, quella della Cassazione, è stato spiegato, non per accanimento contro l’imputato, ma perché alcuni reati di cui Berlusconi deve rispondere andrebbero in prescrizione se non approdassero in aula entro quella certa data.
Fin qui i fatti. Una considerazione: se per una vicenda del genere il Pdl si scatena e il Pd in parte condivide, che cosa potrebbe succedere il giorno in cui la Cassazione, mettiamo, decidesse di confermare la sentenza d’appello del processo Mediaset?
Cosa farebbero i più scalmanati del Pdl che sembrano ragionare più coi tacchi o con la suola rialzata delle scarpe che con la testa? Si presenterebbero alla Camera e al Senato con delle taniche di benzina? E cosa potrebbero fare alcuni del Pd, potrebbero passargli i cerini?
Su, non scherziamo. Questa gente, per difendere un presunto unto dal Signore sta veramente giocando con le sorti di un Paese ancora in agonia.
Su, non scherziamo. Se questo deve essere l’andazzo, se il governo di larghe intese deve essere manovrato da ciechi pasionari, invece che da gente che vuol tentare di salvare il Paese, allora si metta il cuore in pace anche il presidente Napolitano e si convinca anche lui che è meglio tornare a votare. Perché la gente non ne può davvero più né di Berlusconi, né dei suoi fidi scudieri, né dei suoi processi, né di un Pd sempre in mezzo al guado, sempre impegnato a pettinare le bambole.

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