L'Italia sulla luna

Berlusconi spinge verso la crisi: eh sì, sembra pronto a morire per il Twiga

Allora sembra proprio che la pitonessa Santanchè e il falco Verdini siano riusciti a convincere Berlusconi a staccare la spina al governo delle larghe intese. Quella che fino ad oggi (o almeno a giorni alterni, perché si sa com’è il Cavaliere) sembrava solo una minaccia ora sembra una (quasi) realtà. Insomma, siamo a questo punto: se Berlusconi decade da senatore, cade il governo. Addirittura si dice che entro pochi giorni, e cioè prima della riunione della giunta del Senato che deve decidere sulle sorti del Cavaliere, i senatori del Pdl potrebbero dare le dimissioni e creare la crisi di governo. Obiettivo, elezioni anticipate (ammesso che il presidente Napolitano le conceda).
Sì perché il Cavaliere mai e poi mai si convincerà di essere un pregiudicato, condannato per frode fiscale in via definitiva dalla Cassazione a quattro anni di reclusione e conseguente interdizione dai pubblici uffici. Ma è fermamente convinto che sia ancora tanto amato da milioni di italiani. Milioni di italiani che, se non ad immolarsi, sarebbero pronti, secondo lui, in caso di elezioni a rimettere una crocetta sul simbolo della nuova Forza Italia e riportarlo gloriosamente alla ribalta della grande politica come premier.
Un miraggio? Chissà.
Fatto sta che, secondo me, sono altrettanti milioni gli italiani che non ne possono più di questi continui stop and go del Cavaliere, non ne possono più dei suoi ultimatum, dei suoi diktat, delle sue minacce. Se vuole staccare la spina al più che volenteroso Letta, se vuol sfasciare tutto, se vuol riportare l’Italia in quel clima di caos in cui l’aveva fatta precipitare col suo ultimo governo (prima dell’avvento di Monti) lo faccia. Lo faccia una volta per tutte e finiamola con questa pantomima che sta andando avanti da troppo.
Il Cavaliere, per non far cadere il governo, vorrebbe essere salvato, vorrebbe avere l’”agibilità politica” di cui ha goduto fino ad ora. Ma non ha ancora capito che nessuno lo può salvare: è stato condannato in via definitiva e nessuno gli può togliere quella condanna. Né il Pd né il presidente Napolitano.
E allora forse è davvero meglio andare a un Letta bis, ad un governo senza il Pdl ammesso che possano arrivare aiuti determinanti per una maggioranza al Senato dai transfughi del M5S e da qualcuno del Pdl o andare alle urne.
Berlusconi (tanto per citare il Pdl Gasparri che nei giorni scorsi si era detto contrario all’ipotesi) sembra davvero pronto a morire per il Twiga, lo stabilimento balneare per ricchi del Forte dei Marmi di cui la Santanchè è socia e dove, durante il mese d’agosto, la pitonessa avrà messo bene a punto la sua strategia sfascista. E i futuri scenari con se stessa in primissimo piano, magari a capo del partito.
Guardiamo per cosa sono pronti a combattere i fan del Pd e tutti quei milioni di italiani che non ne possono più né di Berlusconi, né dei suoi scudieri più fedeli, né di un centrodestra incapace di andare oltre un ottuagenario parecchio provato e usurato.

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