L'Italia sulla luna

Interviste con dichiarazione dei redditi obbligatoria

Giornali e tv amplificano giustamente le azioni della Guardia di Finanza che va a scovare gli evasori fiscali. E la gente che paga le tasse fino all'ultimo centesimo di euro applaude. "Mai godere delle disgrazie degli altri" dicevano e dicono i saggi. Ma, insomma, vedere un po' alle corde quelli che fino ad oggi si sono sempre sbattuti dei doveri del vivere civile, non può che essere di conforto in un momento di crisi come questo, dove tutti sono tenuti a pagare il loro tributo di lacrime e sangue.
Ovviamente quelli nel mirino della Finanza o delle liberalizzazioni si lamentano e protestano spesso anche in maniera clamorosa. Penso ai tassisti, penso a quella minoranza di autotrasportatori che ha bloccato l'Italia per qualche giorno, penso al movimento siciliano dei "forconi", inquinato però, a quanto risulta, da elementi mafiosi.
Si lamentano i proprietari dei bar della movida milanese, si lamentano i ristoratori messi sotto controllo, presto si lamenteranno i tabaccai, i benzinai, sciopereranno avvocati e farmacisti. Leggo sui giornali interviste drammatiche di leader e leaderini o semplici rappresentanti delle categorie in rivolta.
E non si capisce mai se quelle lacrime di carta siano vere o fasulle. Non si capisce se le proteste siano giuste in difesa del proprio lavoro o in difesa di privilegi avuti fino ad oggi come, nel caso, quello di non pagare le tasse.
Faccio un esempio: mi si stringe il cuore a vedere operai accampati in cima ad una gru per difendere il posto di lavoro messo in pericolo dalla fabbrica che sta per chiudere. Resto allibito ad ascoltare le proteste di un autotrasportatore che in seguito alla crisi è nella condizione - racconta - di poter far lavorare solo due degli otto Tir che possiede. Ma sapete quanto costa un Tir? E quanto guadagnava quel "padroncino" per potersene comprare otto? E soprattutto quante tasse pagava?
In tutto questo bailamme di lamenti i giornali si sfogano a pubblicare le tabelle dei redditi medi dichiarati dalle categorie in lotta. Redditi che quasi sempre lasciano a bocca aperta per la loro esiguità.
E allora, secondo me, sarebbe opportuno che giornali, settimanali e tv tutte le volte che pubblicano (o mandano in onda) interviste di chi si lamenta, accanto al nome, cognome e qualifica dell'intervistato sarebbe opportuno, dicevo, che pubblicassero anche l'ultima dichiarazione dei redditi del soggetto in questione. E il lettore potrebbe così farsi un'idea un po' più precisa sul personaggio che hanno davanti e che parla, si lamenta e dichiara. Un buffone o uno che veramente se la passa male?
Può un tassista venire a raccontare che guadagna poco più di mille euro al mese? Può un padroncino con vari Tir di proprietà venire a dire che guadagna quanto un operaio in fabbrica? Può un avvocato venire a dire che con le liberalizzazioni non ce la farà più a tirare avanti?
Tv Sorrisi e Canzoni (settimanale che tutti conoscono) un'infinità di anni fa dette il via alla consuetudine di pubblicare l'età accanto al nome e al cognome dell'intervistato o del fotografato. Tutti i media oggi dovrebbero farsi dire dagli intervistati (e pubblicare) anche quanto dichiarano al fisco. Volete scommettere che spesso i lettori sarebbero autorizzati al rispedire al mittente con ignominia proteste, lamenti e dichiarazioni di guerra? Volete scommettere che molti di quelli sulle barricate rinuncerebbero a farsi intervistare?

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