L'Italia sulla luna

Trionfa Letta. Il grande illusionista ci riprova, ma riesce a “illudere” solo se stesso

235 sì e 70 no. Così il governo di Enrico Letta ha ottenuto la nuova fiducia al Senato, là dove era più a rischio. Una fiducia, pensate un po’, votata al 94’ dell’incontro, cioè all’ultimo secondo del recupero di questo infinito derby, perfino da Silvio Berlusconi. Che per tutta la settimana aveva detto che avrebbe sfiduciato il governo e che poi, all’ultimo, per tentare di recuperare tutti quelli del Pdl che avevano deciso di abbandonarlo, ha cambiato idea. Una giravolta che ha sorpreso tutti, perfino molti dei suoi che, dopo un’ulteriore riunione col Capo, erano entrati in aula per votare contro Letta.
Quella di stamani è stata una lunga mattinata davanti alla tv (grandissimo come sempre Enrico Mentana per ore e ore alla guida dello speciale de La7) segnata da alcuni twitt mentali che voglio ricordare.
1) Tantissimi politici e commentatori hanno definito la giornata di oggi storica per la politica italiana, quando si pensava che Berlusconi si sarebbe trovato brutalmente in minoranza nel suo stesso partito e estromesso da tutto. Poi la decisione di Berlusconi di votare a favore del governo Letta ha cambiato le carte in tavola e la giornata è diventata storica per il mondo circense o, se vi sembra più nobile, del teatro mondiale.
2) Enrico Letta, secondo un labiale interpretato, nel momento in cui Berlusconi ha annunciato il voto favorevole al suo governo avrebbe esclamato “grande”. Un grande riferito al Cavaliere (visto tutti i momenti penosi che gli ha fatto passare) che non va certamente inteso nel senso positivo del termine ma in quello di “incredibile”, “clamoroso”, “non ci posso credere”, “ma guarda te di cosa è capace il caimano”. Io quel “grande” non posso che interpretarlo così.
3) Il Cavaliere si è accorto troppo tardi, evidentemente frastornato da tutto ciò che gli dicevano i falchi Santanchè, Verdini, Ghedini e altri, che l’annunciato “no” al governo Letta gli avrebbe procurato un sacco di guai. Cosa che (anche se le autocitazioni sono sempre antipatiche) avevamo intuito pure noi proprio su questo blog (“Se cade il governo Letta finisce anche l’èra berlusconiana). Ha voluto insistere fino all’ultimo secondo del recupero a dare retta a pitonesse, falchi e serpenti, ha tentato di salvarsi all’ultimo cambiando idea ma il tempo era ormai scaduto. E guardate un po’ come si ritrova.
4) Come si ritrova il Cavaliere? Malissimo mi pare. Perché col suo annunciato “no” al governo Letta nei giorni scorsi ha spaccato il partito inducendo molti di quelli che fino a quel momento aveva trattato come domestici della sua villa di Arcore a prendere coscienza di essere parlamentari della nostra repubblica e a ribellarsi ad un padre – padrone divenuto ormai insopportabile. Ma decidendo all’ultimo istante di cambiare idea e di votare “sì” al governo Letta ha spiazzato anche tutti i suoi fedelissimi che si erano allineati con devozione e convinzione sul fronte del “no”.
5) A questo proposito c’è da dire che, a quanto sembra, sarebbero stati quattordici i senatori del Pdl fedeli al Cavaliere (non gli scissionisti) che al momento della chiama sarebbero usciti dall’aula per non votare o avrebbero votato “no”, seguendo il loro personale convincimento e fregandosene del sopravvenuto cambiamento d’idea del capo. Tra questi non votanti o votanti “no” , poveretto, anche il senatore Sandro Bondi, falco - poeta, che a metà mattinata, nell’aula del Senato (forte del “no” a Letta confermato poco prima dallo stesso Berlusconi in una riunione ristretta) si è scatenato davanti a tutti i senatori e a tutte le telecamere non solo italiane in un violentissimo attacco contro il governo Letta colpevole secondo lui di tutti i mali possibili e immaginabili. Nessuno, povero Bondi, lo aveva avvertito che il Capo, il sommo ispiratore delle sue poesie, aveva nel frattempo cambiato idea e avrebbe detto di votare “sì” al governo delle larghe intese. Penso che anche quell’intervento del prode Bondi andrà a finire nella storia delle attività circensi.
6) In questa giornata storica per il teatro e il circo, il fino ad oggi abilissimo prestigiatore Berlusconi ribadendo fino alla fine il suo “no” a Letta avrebbe potuto cadere con dignità dal piedistallo del Pdl. Così come ha fatto è solo caduto.
7) Ultima considerazione: assistendo ad ore e ore di dirette tv ho avuto modo di imbattermi in vari esponenti parlamentari (sconosciuti ai più) che venivano invitati ad esprimersi sull’universo mondo politico dai cronisti delle varie emittenti. Dagli interventi di vari parlamentari, dagli sproloqui, dai sottili ragionamenti e dalla sintassi di alcuni di loro, mi sono reso ancora più conto di come possa essere difficile uscire dalla crisi etica, morale, economica e perfino linguistica in cui ci troviamo.

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