L'Italia sulla luna

Palle o non palle la gente vuol sapere chi dovrà pagare per il buco dell’Imu

“Vedi – mi dice un amico – è come se io avessi prenotato una vacanza in Brasile per me e la mia famiglia, da pagare entro la metà di dicembre, e a tutt’oggi non sapessi come fare a saldare. Come ne esco? Mi faccio fare un prestito da una banca, mi faccio dare i soldi dal nonno pensionato ammesso che ce li abbia, vado a fare una rapina da qualche parte? Decidi tu. Questa è la situazione”.
Davvero drammatica. Stiamo parlando, si sarà capito, della seconda rata dell’Imu, la tassa sulla casa, che – ha detto il premier Letta, quello dalle palle d’acciaio - non pagheremo. Perché così è stato deciso mesi fa e così sarà.
Ma il problema è che nessuno (e qui veniamo allo scambio di battute con l’amico) nessuno, dicevo, ancora sa come si farà a coprire il buco di bilancio di qualche miliardo. E in queste ore stanno girando le ipotesi più fantasiose e inquietanti: chi dice di far pagare quei soldi che mancano alle banche, chi alle imprese, chi a quelli che hanno rendite finanziarie, chi ai pensionati d’oro e pure a quelli d’argento, chi a tutti con l’aumento del costo della benzina e del gasolio.
Insomma un guazzabuglio, in cui perfino i più preparati capiscono poco o niente. Figuriamoci quelli che non si sono laureati in economia alla Bocconi.
Ora devo dire che ho sempre avuto una certa simpatia per Enrico Letta (del quale non mi interessa assolutamente se ha le palle d’acciaio o meno): un giovane politico a cui per chissà mai quale destino è stato affidato il compito di portare l’Italia fuori dalla crisi seguendo le orme del predecessore Monti. Governo politico e non tecnico come quello del predecessore, governo di larghe intese Pd-Pdl voluto dal presidente della Repubblica, tanto impegno, buonsenso, faccia e atteggiamenti da bravo ragazzo con la voglia di applicarsi al compito affidatogli. Un politico di tanta buona volontà che, a quanto sembra, è stato preso subito in considerazione e in simpatia dai grandi dell’Europa e dell’America (fondamentale per andare avanti, Berlusconi ne sa qualcosa).
E così il volenteroso Letta, col conforto di tanti potenti, sta andando avanti da un po’ di tempo con la politica dei piccoli passi e degli aggiustamenti in corsa (soprattutto con gli alleati da tempo in fibrillazione).
Detto tutto questo, mi ha meravigliato moltissimo che nessuno nel governo Letta si sia premurato in tutti questi mesi, nel corso dei quali era stato ribadito più volte che non si sarebbe pagata la seconda rata dell’Imu, di pensare ad una possibile copertura del buco derivante dal mancato introito.
E così ci ritroviamo ad un mese dalla scadenza a non sapere niente di niente su quello che sarà il nostro futuro di cittadini italiani e contribuenti (gli evasori possono continuare a stare tranquilli): chi pagherà, chi sarà penalizzato, chi tirerà un sospiro di sollievo, chi potrà rallegrarsi, chi, imprecando, dovrà ancora una volta fare i conti con le scelte improvvisate di politici e politicanti.
La gente, secondo me, ha bisogno di certezze, sempre. Ma soprattutto in momenti difficili come questi quando uno ci pensa due volte se comprarsi un cappotto nuovo o no. E la gente invece ad un mese dalla (abolita) scadenza della seconda rata dell’Imu e quindi dalla copertura del buco non sa ancora se gli saranno tolti altri soldi dalle tasche o no.
Il governo, sempre secondo il mio modestissimo parere, già da tempo si sarebbe dovuto presentare con una sua precisa proposta: no alla seconda rata dell’Imu, i soldi che mancano si recuperano così.
Non è stato fatto. La gente è in ansia e questo è veramente riprovevole.

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