L'Italia sulla luna

Renzi, Cuperlo, Civati, scusate, ma quand’è che parlerete di lotta all’evasione fiscale?

Devo dire che non mi appassiona il dibattito del batti e ribatti in corso in queste ore (e immagino nei prossimi giorni) fra Renzi e Cuperlo. E al quale penso che si aggiungerà presto Civati. Ognuno, in vista delle primarie del Pd di domenica prossima, è in cerca di visibilità e di preferenze. E quindi sono tutti alla ricerca di titoli di giornali e telegiornali sparando su governo, possibili elezioni, tenute di alleanze, mancanze della classe politica attualmente alla guida del Paese. Cose già viste e vissute alla vigilia di altre consultazioni.
E quindi vorrei fare un passo indietro e tornare per un momento al confronto a tre andato in scena venerdì su Sky. Dibattito seguito da poche persone (dicono i rilevamenti) con uno share da fame, vinto (secondo vari sondaggi on line) da Beppe Civati.
Ebbene Civati, stando a vari sondaggi on line, sembra essere quello che ha convinto gli elettori più degli altri due. Ma a me non mi ha convinto per niente con il suo gioco d’attacco e le sue aperture rigorosamente di sinistra e certificate dal politically correct, come dicono quelli che pensano di essere bravi. Così come mi ha lasciato del tutto indifferente Gianni Cuperlo, ultimo segretario della disciolta Fgci e ora aspirante segretario del Pd, sponsorizzato niente meno che da Massimo D’Alema. Il che oggi, con l’onda nuova che avanza, appare davvero più un handicap che un vantaggio.
Per tornare a Cuperlo, parla bene, si presenta bene, non sbaglia una parola né un concetto. Ma passione zero. Non riscalda i cuori. Sembra un androide uscito dal mitico “Blade Runner”, manca poco che dica “ … ho visto cose che voi umani…” e siamo a posto.
A questo punto è chiaro che il personaggio che più mi ha colpito è stato, ancora una volta, Matteo Renzi, che nel suo slancio giovanile e nella sua foga fiorentina, almeno qualcosa di chiaro ha detto: che i primi a dare il buon esempio devono essere i politici, che bisogna fare immediatamente la riforma elettorale, che bisogna abolire il Senato così com’è e trasformarlo nell’assemblea delle autonomie, che bisogna abolire subito le inutili Province. Poche cose chiare sulle quali c’è poco da discutere.
Posso essere soddisfatto quindi? Direi per niente. Perché se non mi sono perso qualcosa per strada nel corso di quel frenetico dibattito scandito da manciate di secondi per dare risposte complesse e possibilmente intelligenti, in quell’ora e mezzo di discorsi, si è parlato di tutto e del contrario di tutto, si è parlato dei massimi sistemi economici e della miriade di possibilità per uscire dalla crisi e far ripartire l’Italia. Ma nessuno dei tre, né Cuperlo, né Renzi, né Civati, ha parlato della cosa fondamentale che potrebbe veramente tornare utile all’economia e alla possibile ricerca della felicità da parte di milioni di italiani: la lotta senza quartiere agli evasori fiscali, alla lotta senza sconti a quel delinquenziale e tragico fenomeno che sottrae ogni anno agli italiani onesti che pagano le tasse centoquaranta miliardi di euro.
Nessuno ne ha parlato. E la cosa mi ha preoccupato parecchio. Perché il non averlo affrontato potrebbe significare che per i tre candidati alla guida del Pd quello dell’evasione fiscale non è un argomento fondamentale.
E d’altra parte, potrebbe obiettare qualcuno, spalmati come sono Cuperlo, Renzi e Civati alla ricerca spasmodica di voti e consensi come fanno ad andare a dire alla gente venite ai gazebo, votateci e poi vi faremo pagare le tasse? Su, non scherziamo. Meglio lasciare nel cono d’ombra un argomento del genere, meglio dibattere sui matrimoni gay e sull’affido di bambini a coppie dello stesso sesso, che parlare di evasione fiscale. A pagare le tasse, a tirare la carretta italiana, continueranno i dipendenti a reddito fisso e i pensionati. Non disturbiamo quei poveri evasori intenzionati ad andare ai gazebo.

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