L'Italia sulla luna

L’otto dicembre io voto Renzi perché

Nella pubblicità per le primarie del Pd che appare anche in questa pagina c’è scritto: “L’otto dicembre io voto perché”. E la spiegazione di quel “perché” che più mi convince la si può trovare in una dichiarazione di Matteo Renzi: “L’8 dicembre sarà un referendum sul futuro dell’Italia”.
Matteo Renzi, il sindaco di Firenze che fra poche ore alle primarie del Pd si gioca la segreteria del partito con Gianni Cuperlo e Beppe Civati, una spiegazione migliore, secondo me non poteva trovarla. Uno slogan che più efficace non potrebbe essere.
Alle primarie del Pd si svolgerà davvero una specie di referendum popolare su come la gente ha voglia di intendere l’Italia dei prossimi anni. Se ancorata al passato come sembra essere quella proposta dall’ultimo segretario della federazione giovanile comunista Cuperlo o quella sempre molto (troppo?) politicamente corretta e molto stantia (con tanti sguardi verso la sinistra radicale) proposta da Civati.
Renzi è la novità: è quello che ti dice a brutto muso che le cose devono cambiare, che bisogna rompere con gli schemi del passato, che la politica deve essere la prima a dare il buon esempio, che si devono abbattere drasticamente i costi della politica, che si deve abolire il Senato così com’è concepito oggi, che si devono abolire le Province, che anche i sindacati devono darsi una regolata, che i sindacalisti non possono continuare a vivere di sindacalismo e basta, che si deve pensare ad una drastica riforma del lavoro, che si deve snellire la burocrazia di uno stato che, a questo proposito, sembra fermo a cento anni fa.
E poi ancora, se abbiamo ben capito le sue intenzioni in tutti questi mesi di campagna elettorale: ben vengano quelli del partito che vogliono collaborare, stiano alla larga quelli che vogliono solo difendere le loro posizioni di rendita e affossare. Chissà a chi pensa. A D’Alema? Nooo. Alla Finocchiaro? Nooo. Alla Bindi? Nooo. E via dicendo.
Renzi insomma, da giovane com’è, propone agli italiani per il loro futuro una proposta giovane e ottimista. Dove ottimista non significa sciocca ma consapevole delle potenzialità di un Pese come il nostro. E dove giovane non indica una situazione anagrafica ma una nuova maniera di intendere la politica. Non ragionando da insormontabili steccati ideologici e mettendo da parte la sacralità di certe situazioni.
Insomma Renzi, con le sue idee, propone all’elettorato non solo di centrosinistra di andare alla scoperta di un nuovo mondo politico: lontano dal vecchiume (di idee) proposto dall’usuratissimo Berlusconi che fa bene in questo periodo a distrarsi con Dudù, lontano dalle stravaganti follie di Grillo e dei grillini (oddio, mica mi segnalerà al pubblico ludibrio dei suoi fan come ha fatto con la cronista dell’Unità?) lontano dal decrepito celodurismo della Lega, lontano dai continui e insopportabili equilibrismi di un certo Centro che si è arricchito degli alfaniani, lontano dall’intransigente rigore di una sempre grigia sinistra massimalista.
Io penso davvero che gli italiani siano davvero stanchi di tutto questo e del rituale di una politica che fino ad oggi sembra aver pensato solo a se stessa. Un “tutto questo”, per giunta, che tra l’altro ha prodotto solo macerie e portato l’Italia vicinissima alla bancarotta. Vogliamo provare con qualcosa di nuovo?
Renzi fra poche ore potrebbe essere il nuovo segretario del Pd. Lunedì, stando a quello che ha detto, potrebbe essere già al lavoro per tentare da segretario del Partito Democratico di cambiare quell’Italia rivoltante in cui ci siamo rigirati fino ad oggi. O si cambia o si muore. Io (e spero tanti italiani come me) sono pronto a votare per questo referendum.

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