L'Italia sulla luna

Matteo Renzi, il ragazzo che fa politica guardando le stelle

Da oggi si cambia, facce nuove e soprattutto spirito nuovo: sette donne e cinque uomini nello staff di Matteo Renzi, neosegretario del Partito Democratico, eletto davvero a furor di popolo. Per il sindaco di Firenze quasi il settanta per cento di preferenze dei tre milioni di italiani che domenica sono andati a votare alle primarie del Pd. Un urlo di ribellione, quel voto, un desiderio insopprimibile di cambiamento della politica da come è stata vergognosamente concepita fino ad oggi.
Renzi, presentando la sua nuova squadra che andrà presto a confrontarsi col governo di Enrico Letta, ha sottolineato, di passaggio, anche la media dell’età dei suoi collaboratori più stretti, poco più di 35 anni. Un dato che non mi interessa più di tanto: perché ci possono essere giovani insipienti e codardi e meno giovani saggi e coraggiosi. Giovani già vecchi a 35 anni e Senior pieni di voglia di fare.
Quindi non è l’età di chi accompagnerà Renzi in questa sua nuova avventura, che appassiona: l’importante sarà la loro voglia di (come dicono quelli bravi) gettare il cuore oltre l’ostacolo, di battersi contro le difficoltà che incontreranno giorno dopo giorno, di superare i pericoli procurati dal fuoco nemico e soprattutto da quello amico che (immaginiamo) sarà piuttosto intenso.
Capitan Renzi, per usare un termine calcistico a lui caro (e non solo a lui) con la sua squadra ha appena superato il girone di qualificazione.
La Champions, alla quale partecipano anche vecchi marpioni catenacciari e pronti a spaccare gambe pur di restare a galla, comincia ora e ogni partita sarà davvero tutta da giocare, tutta da soffrire fino al novantesimo più recupero. E, per fare tutti i cambiamenti che Renzi ha annunciato, non c’è davvero un minuto da perdere.
Verrebbe quasi voglia di gridare “Forza Matteo”. Ma purtroppo vent’anni di Berlusconi e di berlusconismo ci hanno tolto anche la soddisfazione di questo incitamento che potrebbe richiamare alla mente altre macchiettistiche invocazioni. E allora da inguaribili tifosi viola non resta che sperare che l’Italia abbia finalmente trovato un ragazzo che, con giocate al limite dell’impossibile, senza perdere di vista la dura realtà di tutti i giorni, possa fare politica guardando le stelle.
Ps. Caro Renzi, per concludere, dia subito una infinitesimale svolta al Pd: nella sala degli incontri del partito a Roma, faccia installare un altro microfono portatile. Così alla prossima conferenza stampa oltre alle sue risposte potremo ascoltare in tv anche le domande dei giornalisti. A meno che quel microfono per la stampa ieri non se lo fosse fregato qualcuno per sabotare. Chi potrebbe essere stato? Io una piccola idea la potrei anche avere…

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