L'Italia sulla luna

Quella foto simbolo di una società allo sfascio

Quella scattata da Gianluca Moggi (fotoreporter che conosco e apprezzo da sempre) e pubblicata da “La Nazione”, rischia di diventare la foto simbolo di un tempo parecchio confuso. La foto, scattata nella notte dell’ultimo dell’anno, mostra un giovane sbandato con in corpo (quasi certamente) un tasso alcolico parecchio elevato, intento col suo pisellino fuori dai pantaloni, a orinare davanti alla Basilica di Santa Maria del Fiore, in piazza del Duomo a Firenze. Le spalle al sagrato, il pisellino-fontanella diretto verso il Battistero, l’ostentazione dell’atto davanti al fotografo nella speranza di diventare un eroe di Internet.
Un’immagine sconcertante, ripresa in uno dei luoghi più belli e più fotografati del mondo.
Non sappiamo quale sia il nome di quel giovinastro, non sappiamo se il Comune abbia intenzione di denunciarlo per quel che ha fatto. Speriamo però che prima che la magistratura arrivi a lui, quel giovinastro si renda conto di quello che ha fatto, si penta, si metta a disposizione della città e si impegni almeno per sei mesi in servizi socialmente utili.
Ma al di là di ciò che succederà, penso davvero che quella foto possa diventare la foto simbolo di una società ormai allo sfascio. Una società fatta di troppi giovani che pensano solo che il divertimento sia nello sballo, nell’alcol, nella droga, nella velocità, nel sesso sfrenato, nel menefreghismo, in una pazza movida che impazza nei centri storici delle città. Che la realizzazione si compia solo nell’arrivare a distendersi nel salotto del Grande Fratello.
Una società fatta di genitori che non sanno più fare i genitori, di professori che non sanno (o non hanno più voglia) di fare i professori, di famiglie troppo spesso accondiscendenti verso i vizi dei figli e dei nipoti, di scuole che promuovono tutti anche i più ignoranti, di genitori che ricorrono al Tar se il figlio non viene promosso, di persone che pensano solo al loro tornaconto, a cominciare da quelli che vendono alcol ai minorenni o che vendono alcol a prezzi stracciati con i cosiddetti shortini. Una società certo che non offre lavoro ai giovani, ma nella quale poi non trovi quasi più un pizzaiolo o un fornaio che non sia straniero, dove non trovi un giovane artigiano, dove per avere qualcuno che ti ripari una lavatrice devi aspettare quindici giorni.
Una società dove le forze dell’ordine sono ridotte all’osso e che non possono riparare a tutto, una società dove qualcuno può ammazzare tranquillamente qualcun altro in macchina e andarsene serenamente a casa a dormirci sopra. Una società dove vengono concessi permessi premio ai serial killer in galera, una società dove tanti giovani pensano di dedicarsi alla politica non per il bene del Paese ma per arrivare a guadagnare stipendi immorali. Una società piena di corrotti e corruttori, una società dove, in nome della spesso famigerata privacy, puoi combinarne di tutti i colori senza che il tuo nome venga reso pubblico.
Si potrebbe andare avanti per un pezzo ma non ho più voglia di avvelenarmi questo inizio d’anno. Però ripeto, quella di quel ragazzo che orina tranquillamente davanti al reporter in piazza del Duomo a Firenze è una drammatica foto-simbolo: riflettiamo su questo particolare prima che sia troppo tardi. Ammesso che non sia già troppo tardi. E ammesso che i genitori di quel giovinastro non gli abbiano già detto “bravo” per ciò che ha fatto.

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