Signori governanti, fateci pagare ma non avvelenateci la vita
Cari amici, non penso di essere uno sprovveduto. Nel senso che ogni giorno leggo vari quotidiani cartacei (il giornale ha sempre il suo fascino), pur non essendo un nativo digitale seguo con passione i giornali on line, scrivo e ricevo email, guardo i telegiornali, seguo i dibattiti nei vari salotti tv e nelle varie piazze televisive, sono perfino su facebook anche se uso il social con parsimonia e non ci vado a raccontare che stasera mangerò spaghetti al pomodorino fresco.
Insomma, potrei dire di essere piuttosto attrezzato. Eppure in questi giorni sono preso da una profonda depressione. Niente di grave, per carità. E, prevengo gli psicanalisti, dicendo che non c’entra l’età, non c’entrano gli anni che passano, non c’entra il Natale, la fine dell’anno o il nuovo anno. Non c’entra nulla di tutto questo.
Il motivo della mia profonda insoddisfazione è che ancora non sono riuscito a capire che cosa mi sta portando il 2014. Ma non in senso astrologico. Non sono riuscito a capire come si dipanerà nel corso dell’anno la mia vita da cittadino della repubblica italiana.
Insomma, per farla breve, il motivo della mia profonda inquietudine è che non ho ancora capito nulla di ciò che mi verrà dato e di ciò che mi verrà tolto dal governo italiano.
Sono mesi che andiamo avanti col dibattito sulla legge di stabilità. E poi con gli emendamenti, e poi con la Camera e poi col Senato, e poi col ritorno o alla Camera o al Senato, e poi con le manine notturne di deputati e senatori che tolgono o aumentano, che modificano e focalizzano, e poi col parere degli esperti e dei non esperti. E poi ecco il decreto Salva Roma e lì che si riapre il dibattito e poi il decreto Milleproroghe e poi con l’intervento di Napolitano e le bacchettate a destra e a manca. Un guazzabuglio incredibile.
Insomma, siamo alla Befana e non ho capito niente di ciò che mi succederà. Non so se ci sarà ancora l’Imu o una mini Imu o non si chiamerà più Imu ma bisognerà pagare lo stesso qualcosa sulla casa, non so come si chiamerà la tassa sui rifiuti, quando e come si pagherà, e poi le tasse comunali e quelle regionali. E non so se le tasse aumentano o diminuiscono, non so cosa succede alle pensioni, ai pensionati, agli esodati.
Insomma un italiano medio come me, che pure cerca di informarsi in qualche maniera sul suo futuro da cittadino, non sa con certezza niente di niente.
E mi chiedo: è giusto tutto questo, è giusto che un cittadino sia tenuto all’oscuro, (perché la procedura in atto è davvero un tenere all’oscuro gli interessati) delle cose che poi gli torneranno tra i piedi giorno dopo giorno, tra avvisi, bollettini, ricerche affannose di commercialisti, di Caaf, di ragionieri?
Vi ricordate quella buffonata messa in piedi anni fa dal signor Calderoli, quel leghista a muso duro, ideatore e autore del “Porcellum” (tradotto “porcata”), quel sistema elettorale con cui da anni si va a votare e col quale da anni ci si condanna all’ingovernabilità?
Ebbene, se ben mi ricordo, all’epoca il Calderoli in questione era ministro addetto alla semplificazione e se non sbaglio mise in scena una specie di rogo di migliaia di fogli che rappresentavano le leggi inutili. Era una buffonata. La semplificazione non è mai avvenuta e mai avverrà perché più le cose sono oscure più hanno potere la Casta dei politici e i burocrati.
Un amico americano mi fa sognare dicendo che il modulo su cui ogni anno fa la dichiarazione dei redditi, si compone, negli Usa, di due facciate. Un amico italiano e commercialista mi conforta della mia insoddisfazione dicendomi che lui che deve lavorare con tutta quella roba che ogni giorno si inventano i politici, è sull’orlo di una crisi di nervi.
Insomma bisogna soffrire, bisogna dannarsi l’anima anche per poter pagare, anche per rispettare la legge, per essere cittadini in regola. La felicità di essere italiani.
