2014, l’Italia che Renzi sarà costretto a scoprire. Speriamo che riesca a cambiarla
“Tramite il blog volevo mandare gli auguri a Matteo Renzi” – mi scrive un amico, quello perennemente in lite con le Poste che gli recapitano in ritardo la corrispondenza. “Sai, ci siamo quasi perché è nato l’11 gennaio del ’75, è un capricorno”.
“Sono proprio sicuro – mi dice ancora - che al di là di tutti gli oroscopi che ho letto il 2014 sarà davvero per lui l’anno delle grandi scoperte. Scoprirà tante di quelle cose che tu non hai idea”.
E via col racconto. Secondo il mio amico, il neosegretario del Pd scoprirà presto che l’uscita dal governo di “Fassina chi” non è stata la reazione dell’ex sottosegretario all’economia ad una sua battuta (“Fassina chi?” appunto) ma un gesto ben studiato per mettere in difficoltà il nucleo renziano del partito.
Scoprirà presto che Stefano Fassina, pupillo di D’Alema, è soltanto la punta dell’iceberg di un certo malcontento che si sta organizzando nel Pd. Scoprirà presto chi sono tutti i suoi avversari e, anche se lo sa già, avrà conferme che si trovano soprattutto all’interno del partito di cui è segretario. Scoprirà anche, tanto per restare nello stretto ambito Pd, che è praticamente impossibile mandare avanti un partito standosene a trecento chilometri di distanza dalla sede e facendo le riunioni di segreteria in giro per l’Italia a cominciare da Firenze. E visto che siamo in tema, scoprirà anche che è quasi impossibile fare per bene il sindaco e il segretario di un partito.
Ma queste sono solo quisquilie, perché Renzi nel 2014 scoprirà altre cose ben più importanti. Scoprirà che nessuno dei protagonisti della politica vuole davvero fare le riforme su cui si basa giustamente tutta la sua azione. Ognuno ha da difendere la propria poltroncina: nessun senatore vuole l’abolizione del Senato, nessun presidente, assessore o consigliere provinciale vuole la reale abolizione delle Province, nessun parlamentare vuole che venga dimezzato il numero dei parlamentari, nessun dirigente nazionale del sindacato vuol vedere ridimensionato il suo ruolo primario. Nessun delegato sindacale di qualsiasi posto di lavoro vuol rinunciare a quelle ore lontano dalla fabbrica o dall’ufficio che gli concede il contratto.
In tema di lavoro scoprirà che tantissimi giovani cercano lavoro ma che tanti fanno finta di cercarlo o non si adattano ad altri lavori diversi da quelli che hanno in testa.
Scoprirà che nessun evasore vuol cominciare a pagare le tasse, scoprirà che la corruzione dilaga (come certificato più volte da vari studi) in quasi tutti i settori della società italiana.
Scoprirà che in Italia sono davvero pochissime le cose che funzionano per bene, scoprirà anche che lamentarsi è uno sport nazionale in cui tanti si crogiolano perché, sfruttando la parola crisi, niente cambi veramente.
Scoprirà che sarà difficile anche per il governo Letta andare avanti coi giochi di prestigio verbali che sta ammannendo agli italiani in questi giorni: inutile annunciare che il 2014 sarà l’anno della svolta e che caleranno le tasse quando poi nella vita di tutti i giorni aumenta tutto, dal costo di una tazzina di caffè ai pedaggi delle autostrade, a vari altri servizi.
Scoprirà Renzi che l’Italia è davvero un Paese in agonia, un’agonia intellettuale che ha bisogno davvero di qualcuno che gli dia una scossa terribile.
Scoprirà infine che la gente ha grande simpatia per lui, che gli ha dato fiducia, che crede nelle idee nuove che cerca di imporre nel panorama italiano, che grazie a lui ha riacquistato un po’ di familiarità con quelli che considera i portatori sani della politica.
Scoprirà però che anche la fiducia concessa è a tempo e che per questo dovrà accelerare su ogni tema e sbrigarsi a farsi intendere da tutti. Una fiducia, visto che Renzi è un tifoso di calcio, come quella che viene concessa ai divi delle squadre: se uno segna tre gol di seguito è un campionissimo, se poi sta due mesi senza segnare il tifoso comincia ad interrogarsi.
Di certo Renzi, che non è uno sprovveduto, tutte queste cose le sa già e le ha ben presenti. Però il 2014 sarà davvero il suo banco di prova, un anno che (anche se non ci dovessero essere le elezioni politiche) segnerà la sua vita e, speriamo in bene, quella di milioni di italiani.
