Quale mostro di legge elettorale riusciranno a far nascere i nostri illuminati parlamentari?
Certo, c’è da essere contenti se il 27 gennaio la Camera comincerà a dibattere sulla riforma della legge elettorale dopo anni di vergognosi e interessati rinvii, dopo decine di richiami del presidente della Repubblica Napolitano, dopo una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo il sistema con cui si è andati a votare anche alle passate elezioni, il mitico “Porcellum” ideato dal leghista Calderoli.
Non si sa ancora su cosa discuteranno i nostri molto onorevoli deputati, ma, secondo parecchi osservatori c’è poco da stare allegri. Sì perché non sarà né una discussione tranquilla né tanto meno breve.
Il neosegretario del Pd Renzi, quello che ha rimesso in moto il dibattito sulla riforma della legge elettorale al grido di vinca chi vinca ma chi vince sia messo in grado di governare, ha presentato ai leader degli altri partiti un documento in cui ha proposto tre modelli di riforma su cui discutere e confrontarsi. Il primo modello è quello spagnolo, il secondo è il Mattarellum (il sistema con cui si votava prima del “Porcellum”) ma rivisitato, il terzo è il modello del doppio turno di coalizione dei sindaci.
Troppo complicato tentare di spiegare come funzionano i tre modelli proposti dal sindaco di Firenze, anche perché ci sono fior di cervelli che in questi giorni stanno studiando la situazione per tentare di decifrare in che maniera questi tre modelli potrebbero influire sui risultati dei vari partiti, sul bipolarismo e soprattutto se questi tre modelli assicurano veramente la reale governabilità del vincitore della tornata elettorale. Roba da perderci la testa.
Ma se tutto questo già non bastasse, ecco che mi è capitato di leggere un servizio dell’Ansa in cui si fa il punto (almeno in queste ore, perché poi le cose cambiano in continuazione) sulle possibili intenzioni dei vari partiti. E da questo punto si evince che il Nuovo Centro Destra di Alfano sarebbe favorevole al sistema dei sindaci a doppio turno eventuale di coalizione, i Popolari per l’Italia indicherebbero un doppio turno obbligatorio con riparto proporzionale. Scelta Civica preferirebbe il Mattarellum corretto. Forza Italia appare indecisa fra metodo spagnolo e Mattarellum. E’ comunque contraria alle preferenze. Il Movimento 5 Stelle, a quanto è dato sapere, non vorrebbe neppure mettersi a discutere su nessuno dei modelli proposti.
E allora, cosa potrà venire fuori dalla discussione che prederà il via alla Camera a fine gennaio? C’è da sperare solo in un miracolo perché le varie forze in campo possano trovare un accordo.
Perché una cosa è certa, anzi certissima: che nessuno, neanche il partito che sulla carta può contare solo sul tre per cento degli elettori, ha voglia di perdere e farà di tutto, escogiterà di tutto nella discussione sulla riforma per mantenere quel tesoretto da far pesare dopo le elezioni, un tesoretto con cui trattare poltrone, poltroncine e strapuntini. Così tutti gli altri partiti con peso elettorale maggiore. Nessuno vuol perdere e nessuno vuole (come è successo fino ad oggi col “Porcellum”) che qualcuno vinca in maniera chiara e definitiva. Ed è altrettanto certo che nessuno dei seicento parlamentari della Camera vuol ritrovarsi senza stipendio, diarie varie e benefit.
C’è davvero da chiedersi che cosa uscirà dalla improcrastinabile e necessaria discussione sulla legge elettorale.
