L'Italia sulla luna

Stato e Regioni imperversano con le tasse? E noi boicottiamo i consumi

E’ di pessimo umore il mio solito amico. Solo oggi, grazie al consueto ritardo delle Poste (che però qualcuno insiste a dire che funzionano tanto bene) consultando lo statino della sua pensione si è accorto dell’aumento piuttosto consistente dell’addizionale regionale. L’aumento cioè di quella vocetta dell’Irpef delegata alle varie regioni e che varia da regione a regione. L’aumento era già stato annunciato a novembre ma solo ora ne vediamo la consistenza e gli effetti.
Effetti di autentica rabbia.
“Non ne posso davvero più – mi dice l’amico – Non basta l’Irpef, non basta la minu- Imu, non basta la Tares, non bastano tutte le altre tasse dirette e indirette come il pagamento del canone Rai o l’aumento del pedaggio delle autostrade, ora il signor Rossi ha aumentato anche l’addizionale regionale. E’ proprio una vergogna”.
Rossi chi? chiedo. Il governatore più amato d’Italia secondo un recente sondaggio?
“Sì proprio quello, a me piacerebbe proprio sapere chi è che ha fatto quel sondaggio, sì lo vorrei davvero conoscere. Sì proprio quel Rossi lì, quello che dopo vent’anni ha scoperto che a Prato ci sono migliaia di cinesi, tantissimi dei quali clandestini e ridotti a lavorare praticamente in schiavitù; quello che dopo altri vent’anni ha scoperto che le ferrovie regionali non funzionano e che i pendolari sono dei poveretti che devono subire angherie su ogni tratta; quello che ora per non farsi rubare in continuazione la scena da Renzi va a destra e a sinistra per la Toscana per farsi riprendere e fotografare. E ora quel Rossi lì ci ha fatto questo regalo per il nuovo anno con l’aumento dell’addizionale”.
Cerco di calmarlo. Ma non sarà una grande cifra e poi le regioni avranno bisogno di incassare per offrire servizi.
“Sì certo le regioni hanno bisogno di incassare per offrire cosa? Allora, ci sono certi paesi in regione abbandonati a se stessi, le ferrovie non funzionano, le poste non funzionano, la sicurezza è scarsa. Ne vuoi sapere un’altra? Proprio poche ore fa ero in farmacia e davanti a me c’era un pensionato che doveva prenotare un’eco –doppler non ho capito bene per quale parte del corpo. Oggi, 15 gennaio sai per quando gli hanno dato appuntamento? Per dopo la metà di aprile. E io e lui, immagino, dobbiamo pagare anche l’aumento dell’addizionale regionale. E’ una vera schifezza”.
Però Letta ha detto che nel 2014 le tasse andranno a diminuire.
“Buono anche Letta. Ma che vuoi che ti dica che andranno ad aumentare? E poi anche lui vive appeso ad un filo politico. Non sa neanche se alla fine del mese sarà ancora a palazzo Chigi o no”.
E allora?
“Allora, siccome non ne posso più di queste continue vessazioni, siccome vedo che lo Stato continua a pretendere ogni tassa da me pensionato, ma si guarda bene da fare una vera lotta contro gli evasori che sottraggono all’Italia 140 miliardi di euro all’anno, hai presente quanti soldi sono? Siccome non ho ancora deciso di abbandonare l’Italia per qualche Paese più rispettoso della gente, ho deciso di dare battaglia anch’io”.
“Niente di cruento intendiamoci. Ho deciso da oggi e per almeno qualche mese di fare la guerra ai consumi, alle spese voluttuarie, alle spese superflue, di rinunciare a qualche piccolo piacere della vita”.
Ma tu così, come direbbero quelli bravi, vuoi deprimere l’economia.
“Io non voglio deprimere niente. Ma è lo Stato che mi costringe. Lo Stato tassa la gente in maniera ignobile e poi la invita a consumare per far ripartire l’economia? Ebbene, se la gente fosse intelligente, per protestare contro questo sistema iniquo dovrebbe ridurre al minimo i consumi e vedere cosa succede. Niente più caffè al bar, spesa solo ai discount, ridurre il consumo di benzina, usare le strade secondarie invece che le autostrade, film solo alla tv, niente pizza fuori con gli amici, niente spese per rinnovare il guardaroba va bene quello dell’anno scorso o di due anni fa, niente saldi, niente ristorante, niente minivacanze, niente gratta e vinci, niente lotto, superenalotto e lotterie varie dove a vincere è sempre lo Stato. Spendere solo per le cose necessarie e irrinunciabili, proprio come dopo la guerra. D’altra parte anche questa crisi è una guerra. Sarebbe davvero curioso vedere cosa succederebbe”.
Succederebbe che molti sarebbero costretti a chiudere, molti licenzierebbero, diventerebbe una specie di scontro tra poveri.
“Forse potrebbe succedere questo. Ma se si venisse a creare una situazione del genere lo Stato potrebbe anche svegliarsi e andare finalmente a cercare chi non gli ha mai dato una lira o un euro di tasse, chi ha fatto sempre il furbo fregando tutti gli altri. Comunque ho deciso, io per qualche mese smetterò con tutto il superfluo, guardiamo cosa succede. E se in Italia ci fossero delle serie associazioni di consumatori si sarebbero dovute muovere da tempo su questa strada per difendere l’esercito di italiani stanchi di essere presi in giro”.

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