Per Grillo rischio disastro con la nuova legge elettorale
Mi sembra che nessuno in questi giorni si sia sottratto a quel giochino di immaginare (e graficizzare) la composizione della nuova Camera applicando le regole della possibile nuova legge elettorale ai risultati ottenuti dai partiti alle ultime elezioni.
E via su giornali, in internet e in tutti i talk show possibili e immaginabili, discussioni a non finire. Del tipo: con la nuova legge elettorale rimarrebbero alla Camera solo tre partiti (Pd, Forza Italia, M5S), sì ma con questo sistema sparisce la Lega, ma sparisce anche il Centro, sì però il centro di Casini potrebbe coalizzarsi col Nuovo Centro Destra di Alfano, e la rappresentanza dei piccoli partiti dove va a finire… E discussioni a non finire sullo sbarramento troppo alto per i piccoli partiti, sul 35 per cento troppo basso per meritarsi il premio di maggioranza, e troppo alto il premio di maggioranza (15 per cento) per chi prende il 35 per cento.
Ovviamente i sondaggisti pret à penser si sono subito attivati anche per chiedere ai loro campioni di elettorato, le intenzioni di voto. E lì, alla luce delle intenzioni, via con altre considerazioni, riflessioni, rimasticature.
Insomma, un gioco divertente, ma, secondo me, solo un gioco. Sì perché mi pare assurdo tentare di applicare nuove regole a vecchi risultati. Sarebbe come voler rileggere la classifica del campionato di calcio dell’anno scorso, attribuendo magari punteggi diversi a vittorie, pareggi e sconfitte. E allora alla luce dei nuovi punteggi chi avrebbe vinto, chi sarebbe andato in Champions League, chi sarebbe retrocesso?
E così per la politica. Impossibile rileggere i risultati di un anno fa con i nuovi parametri. Prima di tutto perché ancora non si sa con certezza quali saranno i nuovi parametri e non lo sapremo fino a quando la legge non uscirà dalla discussione che inizierà la prossima settimana alla Camera.
In secondo luogo (e questo è secondo me l’aspetto più interessante della vicenda) è perché se davvero si dovesse andare ad una riforma della legge elettorale così come è stata sottoscritta da Renzi, Berlusconi e Alfano, io immagino che nella testa degli elettori scatterebbero tanti altri e diversi meccanismi. E penso che gli elettori, di fronte alla necessità dei partiti in corsa di raggiungere il quorum del 35 per cento, e in mancanza di questo al primo turno, di fronte ad un ballottaggio fra le prime due liste dopo quindici giorni, potrebbero davvero polarizzare le preferenze sui partiti più rappresentativi fin dal primo turno.
Ecco perché (al di là della vicenda sbarramento) sono in fibrillazione i piccoli partiti che potrebbero essere penalizzati fin da subito dalle scelte di quelli che fino all’altro giorno sono stati i loro elettori, ecco perché è in fibrillazione la Lega, che pure in teoria dovrebbe avere uno zoccolo durissimo di sostenitori.
Ma soprattutto ecco perché è in drammatica fibrillazione il Movimento 5 Stelle. Ed ecco perché è così nervoso e irascibile il leader Beppe Grillo.
E’ risaputo che la grande affermazione ottenuta da Grillo nel febbraio scorso è stata determinata dai voti di milioni di delusi dalla sinistra, di tantissimi delusi dalla destra e di qualche deluso dal centro.
Ora questi milioni di delusi che hanno votato M5S sono rimasti soddisfatti dell’uso che Grillo ha fatto dei loro (milioni di) voti? Sono rimasti contenti del fatto che i loro voti (avendo Grillo rifiutato ogni tipo di accordo con chiunque) siano finiti in giganteschi freezer e lì siano destinati a rimanere fino alle prossime elezioni? E ancora: con quei milioni di voti congelati in che maniera i grillini hanno inciso sulla vita politica e sociale degli italiani?
E allora, è questa la grande domanda: siamo sicuri che milioni di delusi che un anno fa hanno optato per Grillo, di fronte ad un possibile scontro finale tra destra e sinistra alle prossime elezioni continueranno a votare per il mummificato Movimento 5 Stelle? Io penso di no. Penso che molti grillini stiano già pensando di riportare il loro voto alle case madri del loro scontento, ai quei partiti che tanto li avevano delusi, considerando che oltretutto in campo ci potrebbero essere personaggi nuovi come Renzi per la sinistra e per la destra qualche giovane e rampante rappresentante che il Cavalier Berlusconi sta cercando.
Insomma, alle prossime elezioni ci potremmo trovare davanti ad uno stravolgimento totale della vecchia politica, dei partiti, e della maniera di ragionare.
