L'Italia sulla luna

La zia Angela Merkel benedice con affetto il giovane Renzi

“Sono rimasta molto colpita dal cambiamento strutturale in Italia, è davvero impressionante”. E ancora: “Anche per me è chiaro che l’Italia tiene conto della stabilità ma anche delle due componenti crescita e occupazione. So bene che l’Italia per quel che riguarda il patto di stabilità e di crescita lo rispetterà”.

Così sembra proprio che la cancelliera tedesca Angela Merkel, la donna più potente del mondo, abbia promosso Matteo Renzi che è andato a Berlino a parlarle dei suoi grandi progetti di governo e a dirle che in Italia non siamo somari e non siamo alunni da mettere dietro la lavagna.

L’alunno Renzi, insomma sarebbe stato promosso dalla professoressa più temuta di ogni liceo e potrebbe guardare al suo futuro politico in Italia ma anche in Europa con molta più fiducia.

Promosso a parole. Ma più delle parole spesso parlano, attraverso le foto e le immagini televisive, le espressioni, gli sguardi, i lineamenti, i sorrisi. E l’incontro fototelevisivo fra Angela Merkel, la terribile cancelliera che tutti temono per il suo estremo rigore, e il giovane Matteo Renzi che in pochi mesi è passato dal circolo di Pontassieve, dal suo ufficio in  Palazzo Vecchio a frequentare i grandi del mondo, racconta proprio questo.

Rarissimamente la Merkel, che non sprizza certo simpatia, è apparsa, accanto ad un ospite, così serena, così affabile, così sorridente, così tenera, perfino così dolce. Guardate le foto,  osservate lo sguardo con cui osserva Renzi. E in quello sguardo, secondo me, c’è un po’ d’Italia. Uno sguardo che sembra rievocare vecchi ricordi legati al nostro Paese, ore e giorni felici trascorsi in vacanza da noi, in montagna o nell’amata Ischia, tra una passeggiata e una nuotata in mare.

In quello sguardo carico di solidarietà, che certamente non ha mai incrociato Silvio Berlusconi che in più di un’occasione ha pensato di poter trattare la cancelliera come una sua dipendente (ricordate l’attesa a cui la sottopose mentre parlava al telefonino con Erdogan?) sembra esserci anche dell’affetto.

Affetto come quello di una zia che ritrova dopo anni un nipote sognatore, anche un po’ imbranato come è apparso Renzi con quel bottone del cappotto da prima comunione (indumento che forse Renzi ha indossato per la prima volta in vita sua) agganciato al posto sbagliato; la zia comprensiva e pronta ad aiutare un giovane pieno di energia e di ambizione che si è messo in testa di cambiare verso all’Italia. Che si è  messo caparbiamente in testa di chiudere con la vecchia maniera di fare politica, con le cariatidi del “non si può fare”, con quelli che pensano solo di tirare a fare giorni perché a loro le cose stanno bene così.

Spero di non aver scritto un sacco di sciocchezze, spero di non essermi sbagliato: ma nel tenero sguardo della Merkel rivolto al giovane Renzi si potrebbe quasi scrutare un futuro un po’ meno nero per l’Italia e gli italiani.  

comments powered by Disqus