Battisti senza vergogna sfilerà al carnevale di Rio. E la rabbia monta
Una di quelle notizie che nessuno avrebbe mai voglia di leggere: l'ex terrorista Cesare Battisti, da anni rifugiato in Brasile, intende sfilare al Carnevale di Rio de Janeiro con il "Bloco do Cordao da Bola Preta", una delle maggiori scuole di samba della città. Battisti è veramente convinto della scelta fatta: "Certo che ci vado - ha detto a chi gli chiedeva se aveva deciso di accettare l'invito - la Bola Preta porta in strada due milioni di persone".
Una dichiarazione che lascia senza parole, che dovrebbe far insorgere non solo il governo italiano che da anni chiede al Brasile che l'ex terrorista venga estradato in Italia per scontare la pena a cui è stato condannato, ma anche tutti gli italiani di buona volontà che non vogliono essere più presi per i fondelli da uno dei tanti cattivi maestri dei famigerati anni di piombo.
Cattivo maestro? Ho sbagliato. Un assassino che la giustizia italiana ha condannato in contumacia all'ergastolo (sentenze passato in giudicato) per aver commesso in concorso quattro omicidi negli anni 1978 e 1979. Le vittime che Battisti ha sulla coscienza sono: Antonio Santoro, maresciallo della Polizia penitenziaria, Pierluigi Torregiani, gioielliere, Lino Sabbadin, macellaio, Andrea Campagna, agente della Digos. Nel corso dell'assassinio Torregiani venne coinvolto nella sparatoria anche il figlio del gioielliere, Alberto, che da quel giorno vive su una sedia a rotelle.
Questo il curriculum dell'esponente dei Proletari armati per il comunismo che dopo essere riuscito a scappare da un carcere e rifugiarsi in Francia, da anni vive in Brasile. Paese che ha sempre rifiutato l'estradizione più volte sollecitata dal nostro Paese.
Ora il latitante Battisti è pronto a sfilare a Rio per una scuola di samba, ad andare a ballonzolare dietro a qualche bellissima mulatta alla faccia delle vittime che ha steso a revolverate (in proprio o in concorso con altri) e del dolore che ha sparso in tantissime famiglie.
Questo Battisti, visto la buona stella che ha avuto in sorte fino ad ora, non ha nemmeno il pudore di starsene calmo e tranquillo, non ha neppure la dignità di mettersi da parte e cercare di essere dimenticato. No, vuol sfidare ancora tutti fregandosene della lunga scia di sangue che ha lasciato dietro di sé.
Nell'attesa che anche il governo Monti provi a farsi restituire dal Brasile l'ex terrorista-ballerino, non resta altro da fare che andare col pensiero all'azione del Mossad (il servizio segreto israeliano) che un'infinità di anni fa scoprì a Buenos Aires un criminale di guerra nazista là rifugiato (Adolf Eichmann), lo rapì, lo imbarcò su un aereo e lo portò in Israele per essere processato. Processo che si concluse con una condanna a morte. Altri tempi, altri servizi.
Il nostro Paese è giustamente schierato contro la pena di morte. A molti italiani basterebbe che Battisti scontasse in prigione qualche annetto della sua miserabile vita.
