L'Italia sulla luna

Le riforme di Renzi: è l’ora che i signori del no si facciano da parte

Tasso di disoccupazione al 13%, mai così male dal 1977. Il tasso di disoccupazione dei giovani (15 – 24 anni) è arrivato al 42,3%.

Basterebbero queste due cifre, fornite poche ore fa dall’Istat, a rafforzare in tutti l’idea che il premier Renzi non fa bene a voler accelerare i tempi delle riforme che ha in mente, ma fa benissimo. Fa benissimo ad andare in giro per l’Europa a raccogliere consensi per il suo piano di rovesciare l’Italia come un calzino, fa benissimo ad apparire un po’ ovunque a raccontare nel dettaglio la sua idea di nuova Italia, fa benissimo a mandare gentilmente a quel paese tutti quelli che pensano di mettergli i bastoni fra le ruote. 

“Basta coi professoroni” ha detto Renzi riferendosi ad alcuni intellettuali che vorrebbero impartire lezioni di democrazia al premier. Ed ha ragione: basta con i frenatori, basta con tutti quelli che sognano che Renzi non ce la faccia a cambiare le cose per poter continuare a godere di tutti i privilegi  di cui hanno goduto fino ad oggi. Basta con lo strapotere dei signori del “No”, dell’ “ora vediamo”, con quelli del “ma il problema è un altro”, e via di seguito. Non se ne può più né delle minoranze che vorrebbero essere maggioranze, né della concertazione, né dei sindacati che temono di vedere ridotto il loro fino ad oggi immenso potere, né di quelli di Confindustria che sembrano sempre dei professorini intenti ad esaminare i vari candidati, né delle mosche cocchiere che per farsi belle col padroncino vogliono ergersi a portatori (insani) di false verità.

No, non sono diventato un pericoloso sovversivo né un sospetto eversore. Sono solo uno dei milioni di italiani arrabbiati per lo stato delle cose in cui si trova ora l’Italia. Molti potrebbero rispondere che è tutta colpa della crisi, che è tutta colpa dei signori dell’economia e della finanza che fanno e disfano, che è tutta colpa di un destino cieco e bieco.

Ma io sono convinto che le cose in Italia vanno paggio che in altre parti del mondo perché è da troppo tempo, è da un’infinità di anni che le cose da noi vanno male .

Ecco perché vorrei che a questo punto i tanti signori del “no” si mettessero un po’ da parte e lasciassero lavorare il giovane premier e la sua giovane squadra di governo.

Se oggi siamo a questo punto drammatico (come segnalano quei due dati rivelati dall’Istat, ma anche tutti gli altri che via via fornisce) è perché da cinquant’anni a questa parte, dagli anni del mitico boom in poi, hanno sbagliato tutti: hanno sbagliato i politici,  hanno sbagliato i “professoroni” spesso organici a qualche partito, hanno sbagliato i  sindacati con tutte le loro concertazioni, hanno sbagliato gli industriali con i loro egoismi, ha sbagliato lo Stato in generale affidando il suo funzionamento a milioni di burocrati che prosperano sulla confusione.

Hanno sbagliato tutti ed è per questo che dovrebbero tutti (compresi vari protagonisti che sono sulla breccia da anni e anni) assumersi le responsabilità dei loro fallimenti e tacere almeno per un po’.

Renzi non sarà un mago capace di miracoli, ma è un premier giovane, pieno di voglia di fare, pieno di energia, pieno di entusiasmo, che gode di stima da parte dei potenti e del favore della gente, un giovane con grandi sogni: primo fra tutto quello di cambiare verso all’Italia. Tutti i responsabili delle attuali disgrazie dell’Italia dovrebbero lasciarlo fare e stare a vedere. Stare a vedere e lasciarlo fare, non creargli un giorno sì e l’altro pure un problema, non aprire su tutto un dibattito che secondo loro non dovrebbe mai finire.  

Guardiamo se Renzi ce la fa e io spero che ce la faccia. Se invece non dovesse raggiungere gli obiettivi i signori artefici negli anni del disastro italiano potrebbero sempre dire “noi l’avevamo previsto” e continuare a vivere tranquillamente fra agi, auto blu, freccerosse, scorte, ristoranti alla moda e terrazze romane. Tutto questo alle spalle degli italiani costretti a continuare a vivere in un Paese allo sbando. 

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