Salta la sfilata, Battisti non sarà al carnevale di Rio. Quando interverrà il governo Monti?
Allora la notizia è che Cesare Battisti, l'ex terrorista rifugiato in Brasile non sfilerà più al carnevale di Rio come era stato annunciato nei giorni scorsi. Un ripensamento, l'dea di non provocare ulteriori reazioni nei parenti delle sue vittime, la voglia di non accendere ulteriore rabbia nell'opinione pubblica italiana? Niente di tutto questo da parte dell'ex esponente dei proletari armati per il comunismo condannato in Italia all'ergastolo per quattro omicidi commessi, anche in concorso con altri, alla fine degli anni Settanta. E riuscito a riparare, senza scontare la pena, prima in Francia e, dopo varie tappe, in Brasile.
Niente di tutto questo dicevo. Battisti non parteciperà al carnevale per il solo fatto che la scuola di samba "Cordao di Bola Preta", che l'aveva invitato ad unirsi al gruppo, ha rinunciato a sfilare a causa dello sciopero della polizia militare, civile e dei pompieri iniziato oggi in tutto lo stato di Rio.
Ecco, questo è quanto. Aspettiamo le dichiarazioni di dispiacere per il mancato evento da parte dell'ex terrorista e qualche altra bella e spettacolare iniziativa da parte sua.
Ma aspettiamo pure con impazienza che il governo Monti, anche se in questo periodo è impegnatissimo a tentare di portare l'Italia fuori dal baratro della crisi, trovi un momento (un momento parecchio atteso sia dai familiari delle vittime del terrorismo che da tutti gli italiani di buona volontà) per far sentire anche la sua voce al governo di Brasilia. Battisti deve essere estradato: non è un rifugiato politico. E' un assassino condannato all'ergastolo che deve scontare la pena nelle carceri italiane. Guardiamo quando il professor Monti e il suo ministro degli esteri si impegneranno anche in questa vicenda. Speriamo presto.
