L'Italia sulla luna

Caro Renzi, giù le mani dai rimborsi Irpef

Il mio amico è di umore pessimo: ha appena letto che i rimborsi Irpef che ogni anno gli arrivano con la pensione di agosto quest’anno non gli verranno corrisposti. Gli saranno mandati in seguito dall’Agenzia delle entrate.

“Ma tu – mi dice con l’affanno – ti rendi conto della gravità della cosa? Non ne sapevo niente, l’ho letta per caso su Repubblica.it. Ho fatto una ricerca e mi sono accorto che già nei mesi scorsi se n’era parlato ma senza alcun risalto. Così vengo a sapere oggi a giugno che ad agosto non mi daranno quanto mi spetta. Davvero vergognoso”.

Mi spiega la situazione: un impiegato, un pensionato al momento della dichiarazione dei redditi portava al Caf il suo Cud e accludeva le ricevute delle spese mediche, delle eventuali ristrutturazioni della casa, del mutuo, dell’assicurazione sulla vita e, se separato o divorziato, dell’assegno al coniuge. Il Caf passava ricevute e scontrini al datore di lavoro o all’ente pensionistico che in uno o due mesi forniva le detrazioni in busta paga. Ora, a quanto pare, si cambia almeno per rimborsi superiori ai quattromila euro. Tutto il materiale, par di capire, sarà esaminato dall’Agenzia delle entrate che poi, nel giro di alcuni mesi (quanti, cinque sei, dieci?) provvederà direttamente al rimborso. Questo è  quanto ho capito.

“Ti rendi conto della gravità della cosa? No, tu non te ne rendi conto, impiegati e pensionati in tanti casi facevano affidamento anche su quel rimborso per tirare avanti con minor affanno o per fare qualche spesuccia in più. No, ora vogliono rovinare anche una delle poche cose che funzionavano in Italia: la restituzione diretta dei rimborsi spettanti. Questo è davvero uno Stato indegno di essere rispettato. Perché sai cos’è che mi fa più arrabbiare? Che a fare i controlli l’Agenzia delle entrate cominci proprio dai dipendenti a reddito fisso e dai pensionati. Non dagli autonomi, non dai liberi professionisti e da tutti i possibili evasori fiscali. Cominciano dai dipendenti e dai pensionati, cioè da quelli che è  sicuro che sul loro stipendio e sul loro assegno mensile pagano le tasse fino all’ultimo centesimo”.

L’amico è visibilmente alterato. Anche perché, dice, giornali e tv, forse per non disturbare i manovratori in carica, non hanno dato risalto a questa vicenda che riguarderà migliaia e migliaia di contribuenti.

“Ma tutto questo lo sa il signor Renzi, il premier a cui tu hai dato e dai tanta fiducia, quello che vuol essere il salvatore della patria? Ancora per il ceto medio e per i pensionati non ha fatto nulla di nulla, sarà bene che cominci a pensarci”.

Non so se Renzi sia corrente di ciò che sta per far innervosire migliaia e migliaia di italiani, penso che lo sappia, anche se non c’è da giurarci con tutto quello a cui deve pensare da pochi mesi a questa parte, da quando è diventato premier di un Paese che definire invivibile è dir poco.

Se non lo sa sarà bene che si informi e provveda. Trovo sui giornali questa sua dichiarazione: “Il sistema fiscale in Italia è quanto di più assurdo, farraginoso e devastante si possa immaginare. Venerdì sarà presentato il blocco di misure per la semplificazione fiscale. Il prossimo anno a 32 milioni di italiani arriverà la dichiarazione dei redditi precompilata. Non sarà più lo Stato a controllare ma sarà alleato. E’ un rovesciamento dell’imposizione fiscale”.

Sì, va bene, e speriamo in un fisco più giusto e più attento con chi non paga le tasse. Questo per il futuro prossimo. Ma con la storia dei rimborsi fiscali di quest’anno come la mettiamo? 

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