L'Italia sulla luna

Ma allora chi è l’ebetino, Renzi o Grillo?

Ha maltrattato Bersani fin quasi ad umiliarlo, ha maltrattato Enrico Letta, ha maltrattato per mesi e fino a pochi giorni fa Matteo Renzi. Ed ecco che ora Beppe Grillo, il guru del M5S, si risveglia non si sa da quale torpore e chiede un incontro col premier per verificare se c’è una possibilità di collaborare sulle riforme. In particolare sulla nuova legge elettorale (l’Italicum di Renzi) che secondo quanto scrive Grillo sul suo blog dovrebbe essere il “Democratellum” e si basa sul contrario di ciò che prevede l’iniziativa del premier (i grillini vogliono il proporzionale, Renzi il maggioritario).

Per fortuna Renzi ha accolto la proposta di confronto parecchio tiepidamente e, nel caso ci dovesse essere, il premier, per non andare incontro a giochi, giochini e incomprensioni, prevederebbe le riprese in streaming, un cavallo di battaglia dei Cinque stelle preteso in tutti gli altri incontri.  

Ma allora se le premesse per questo incontro praticamente non esistono (proporzionale contro maggioritario, si parte da posizioni lontanissime tra loro) perché Grillo avrebbe fatto questa apertura nei confronti del premier?

Perché il comico cotonato, soprattutto dopo la disfatta alle elezioni europee dove il Pd di Renzi ha praticamente doppiato il M5S (41% contro 21%), si è reso conto di essere entrato in un cono d’ombra pericolosissimo dal quale in qualche maniera deve tentare di uscire per riconquistare visibilità, simpatie e soprattutto voti. Perché si rende conto anche lui che la clamorosa vittoria ottenuta dal movimento nel ballottaggio per il Comune a Livorno è stata più frutto del suicidio di massa deciso dalle varie sinistre (a cominciare dal Pd) che non della bontà dell’offerta grillina.

Ed allora eccolo qui Grillo a mettere in discussione tutto ciò su cui finora aveva basato il cammino delle sue truppe.

Certamente spinto dalle pulsioni della base sempre più inquieta perché non vuol vedere congelati i propri voti, eccolo fare un’alleanza europea con Nigel Farage, leader dell’inglese Ukip, movimento indipendentista e a quanto sembra omofobo e xenofobo, finito proprio in questi giorni al centro di una vicenda poco chiara di rimborsi elettorali per i quali, secondo la stampa inglese, potrebbe rischiare un anno di prigione. Un’alleanza che ha fatto storcere il naso a parecchi della base e che nel tempo farà discutere ancora di più.  

Ecco Grillo, anche in Italia, rinunciare alla granitica idea di non collaborare con nessuno e all’altra immaginifica idea di fare le riforme da soli quando lui e i suoi fan avessero raggiunto la maggioranza assoluta dei voti. Sogno, almeno per ora, naufragato miseramente nella notte del 25 maggio.

Insomma Grillo è davvero in un angolo. Il caterpillar Renzi, con tutta l’energia che ha il premier e la voglia di riforme che sta portando avanti e che ha in mente, gli hanno tagliato sotto i piedi l’erba della protesta.

Le larghe intese che Renzi ha stretto con il Nuovo Centrodestra di Alfano e quelle ad personam che ha con Berlusconi, le previsioni di intesa sulle riforme che sta portando avanti con la Lega, devono aver gettato nella disperazione più nera Grillo e i suoi che rischiano veramente di rimanere a fare da spettatori in questo gran movimento della politica italiana.

Ecco perché allora Grillo si è deciso a rivolgere un invito di incontro a Renzi, al rottamatore sempre insultato, all’ex sindaco di Firenze definito per mesi un “ebetino”.

A questo punto rimane solo da chiedersi chi sia stato e sia l’ebetino della situazione: Renzi che ha portato il Partito Democratico ad una vittoria storica o Grillo che si è fatto doppiare dall’avversario e che ora cerca di recuperare un po’ di consensi pietendo un incontro al rampantissimo premier? 

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