L'Italia sulla luna

Va bene, i pensionati paghino per entrare nei musei. Però aboliamo anche i privilegi di tutti gli altri

Fra i tanti apprezzamenti riscossi dal post precedente (“Musei, pagheranno anche gli over 65. Bravo Franceschini dagli al pensionato…”) mi sono sembrate particolarmente interessanti anche due osservazioni fatte da altrettanti affezionati lettori (Oldbatman e Lucianoz). Sintetizzo al massimo il loro pensiero: è giusto che paghino anche gli over 65 perché è l’ora di finirla con i privilegi.

E’ l’ora di finirla con i privilegi. E io sono assolutamente d’accordo con loro. E riconosco che entrare al museo gratis per un over 65 può essere un privilegio rispetto al padre di tre figli non ancora over 65, rispetto all’operaio non ancora pensionato, rispetto all’ingegnere (ancora diciamo nella seconda età)  che si deve dannare l’anima per arrivare alla fine del mese. E concordo coi due lettori anche sul fatto di smettere di considerare sempre gli over 65 dei pensionati da tutelare, una specie in via di estinzione da proteggere, di smetterla di considerare che siano sempre alla canna del gas (tra loro ci sono anche i Romiti e un’infinità di politici e manager milionari). 

Ripeto, sono assolutamente d’accordo. Ciò detto, vorrei però che da un giorno all’altro venisse dato un taglio netto a tutti i privilegi di cui godono tanti altri personaggi pubblici e non di questa disgraziata repubblica.

Ad esempio, lo stesso provvedimento emanato dal ministro dei Beni Culturali Franceschini e che entrerà in vigore il primo luglio, prevede che possano continuare ad entrare gratis nei musei statali insegnanti e giornalisti. Perché?

Leggo proprio oggi sul Corriere che magistrati e militari (di un certo livello e grado) potranno andare in pensione molto più tardi rispetto a tutti gli altri dipendenti pubblici. Perché?

Potrei andare avanti ancora, con tutto quello che si legge in questi giorni.

Ma così per curiosità mi piacerebbe sapere quante auto blu sono state effettivamente soppresse dall’annuncio del premer Renzi ad oggi. Mi piacerebbe sapere quanti parlamentari godono ancora di privilegi e sconti su autostrade, ferrovie e voli nazionali. Mi piacerebbe sapere (ma è una puerile curiosità rispetto alle altre importantissime questioni che ci circondano) quanto pagano senatori e deputati per soddisfare alla buvette o alla mensa i loro spesso insaziabili appetiti. Mi piacerebbe ancora sapere quanto guadagnano gli uscieri e i commessi della Camera e del Senato e quanto guadagnano i barbieri. Semplici curiosità.

Mi piacerebbe sapere quanti personaggi della Roma che conta hanno la tessera per accedere al mercato del Vaticano dove le tasse sono di molto inferiori e si può fregare lo Stato italiano. Mi piacerebbe sapere quanti personaggi godono del privilegio di buoni benzina elargiti munificamente da tante società petrolifere.

Ma queste sono solo quisquilie e pinzillacchere come direbbe Totò.

Perché la madre di tutte le domande è questa: quanti sono in Italia i privilegiati che grazie all’inefficienza (o all’aiutino) della politica non pagano le tasse che dovrebbero pagare? Quanti sono i privilegiati delle tasse che nel loro modulo dichiarano qualcosa vicino allo zero e hanno un tenore di vita altissimo?

Quanti sono i privilegiati che a loro dire (notizia tutti gli anni privilegiata sulla prima pagina di tutti i giornali) guadagnano meno dei loro dipendenti?

Quanti sono i falsi poveri, i falsi invalidi, i falsi tutto che, grazie all’inefficienza (o all’aiutino) della politica, godono di privilegi smisurati?

Chi mi segue da tempo, sa come ragiono: non posso pensare che se lo Stato volesse non sarebbe in grado di sradicare tutte le mafie che popolano la nostra nazione. Così come non posso pensare che se lo Stato volesse non riuscirebbe a stanare tutti i grandi evasori fiscali del nostro Paese. E a questa gente, allora, che ogni anno frega allo Stato e ai contribuenti onesti quasi centocinquanta miliardi di euro, quanti privilegi vengono concessi dal nostro parlamento?

Va bene, se vogliamo cominciamo a tagliare privilegi cominciamo pure dai musei e dagli over 65 che devono pagare il biglietto. Ma nel giro di poco bisogna procedere ad abolire tutti gli altri privilegi di cui è vergognosamente pieno il nostro Paese. Facciamolo e io sarò d’accordo sul fatto che anche il pensionato debba pagare per vedere la “Primavera” del Botticelli.

In caso contrario vorrebbe dire che vogliamo solo continuare a prenderci in giro. A fare figure miserevoli come ha fatto il ministro Franceschini con la sua genialata . 

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