L'Italia sulla luna

La Chiesa e l’Imu: necessario un accordo forfettario e il pagamento da quest’anno

Su quali edifici la Chiesa debba pagare l'Imu o, se suona più familiare, l'Ici è il grande dibattito di questi giorni. Ed è stato chiarito: la Chiesa pagherà l'Ici solo su immobili che svolgono attività commerciali. Esentate anche le scuole cattoliche che - ha tenuto a precisare il premier Monti - "svolgono la propria attività con modalità concretamente e effettivamente non commerciali". Il premier ha precisato anche i "parametri" per considerare non commerciali le scuole: "L'attività paritaria è valutata positivamente se il servizio è assimilabile a quello pubblico" in particolare sul piano dei programmi scolastici, dell'applicazione dei contratti nazionali di lavoro e su quello della rilevanza sociale. Il bilancio della scuola dovrà inoltre essere "tale da preservare in modo chiaro la modalità non lucrativa e l'eventuale avanzo dovrà essere destinato all'attività didattica".
Tutto chiaro o quasi. Insomma in estrema sintesi la Chiesa dal prossimo anno (perché non da questo?) pagherà l'Imu su esercizi puramente commerciali (negozi, alberghi, appartamenti, ecc) ma non pagherà sui luoghi di culto, sugli oratori, sulle scuole.
Rimugino su questa decisione del governo e vado con la mente alle file sfinenti per entrare nel magnifico Duomo di Firenze. Si entra gratis. Ma per entrarci (gli ingressi sono regolamentati) bisogna sottoporsi a code lunghissime che, sotto il sole a picco, sotto la pioggia o esposti al vento gelido della piazza, si snodano intorno all'edificio. Però fino a poco tempo fa (non so se c'è ancora) c'era la possibilità di saltare la fila fatta da tanti comuni mortali disposti per due (diverse migliaia al giorno in alta stagione turistica). Bastava pagare. Sì, bastava comprare al costo di sette euro, una specie di telepass che ti permetteva di saltare la fila. Una parte di quei sette euro andava alla società che gestiva il servizio, una parte alla Chiesa.
Si dirà che quei sette euro sono una scorciatoia e che non sono obbligatori. Certo. Ma non sono una scorciatoia gli euro dei biglietti necessari per visitare la cripta, salire sulla Cupola o sul Campanile, entrare nel Battistero dove un'infinità di fiorentini hanno ricevuto il primo sacramento.
Allora, alla luce di quanto detto, la Chiesa pagherà l'Imu sulla Cupola, pagherà l'Imu sul Campanile, pagherà l'Imu sul Battistero?
Non lo so e mi interessa poco saperlo. Perché penso che, in questo caso, andare a vedere e classificare tutti gli immobili che possiede la Chiesa e valutare tutte le attività che vi vengono svolte (di culto, commerciali, metà culto e metà commerciali) sia praticamente una cosa impossibile.
Ecco perché penso che per uscire dal tunnel e cominciare a far pagare l'Imu alla Chiesa da subito, cioè da quest'anno come faranno tutti gli italiani, il governo Monti dovrebbe proporre un accordo forfettario alla Chiesa e su quello trattare.
Se le informazioni trovate sono giuste, sembra che Chiesa incassi dall'otto per mille versato dai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all'anno.
Quanti milioni di euro pensa la Chiesa di poter restituire ogni anno agli italiani in crisi?

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