L'Italia sulla luna

Toto Quirinale: e se il nuovo Presidente fosse un liberal, esperto di politica e di storia?

“Il prossimo presidente della Repubblica dovrà essere un arbitro autorevole, non una bandierina”. Il  premier Renzi ha fatto conoscere per tempo il suo pensiero (pensiero determinante visto che Renzi è anche segretario del partito più importante in parlamento) a proposito del successore dell’eroico presidente Napolitano, che dopo nove anni, alla bell’età di novant’anni, ha lasciato il Quirinale per tornarsene libero cittadino.

Con quell’annuncio Renzi ha di fatto sgonfiato le aspirazioni di tanti vecchi marpioni della politica sempre pronti a tornare in gara quando c’è da puntare a qualcosa di grosso. Ma Renzi per ora non si è spinto più in là e non ha fatto alcun nome di personaggi che potrebbero rispondere al ruolo di arbitro autorevole. Il nome del candidato del Pd, è stato detto, sarà fatto alla vigilia dell’inizio delle votazioni a Camere riunite fissate per il 29 gennaio.

E’ così che in mancanza di indicazioni certe da parte del Pd ma anche da parte di Forza Italia, che televisioni, giornali, siti on line e tutti i media possibili continuano a scatenarsi in quello che viene chiamato il “Toto Quirinale”, un gioco che si rinnova ogni sette anni diversamente dagli annuali “Toto Oscar” e “Toto Sanremo”. Eh sì, siamo fatti così, ci piace giocare (spesso lo facciamo pericolosamente col fuoco) e scommettere, magari solo a parole, su un film, su una canzone, su un presidente.

E’ davvero inquietante scorrere certi nomi di candidati (o autocandidati) alla carica più alta della nostra Repubblica. Ed è altrettanto inquietante leggere i commenti della gente che massicciamente frequenta internet (nove anni fa, quando venne eletto Napolitano per la prima volta, il fenomeno non era ancora così imponente) e dice la sua senza tanti giri di parole. Da quei commenti viene fuori (talvolta anche in maniera parecchio becera) cosa pensano gli italiani di una certa politica e di certi rappresentanti della stessa.

D’altra parte bisogna anche dire che i politici che vengono indicati come pretendenti al trono e che stanno al gioco dei media non fanno niente per mitigare l’ira velenosa di tanti commentatori.

Diciamolo sinceramente: non fa bene vedere sfilare sulle pagine dei giornali o sullo schermo del computer personaggi che sembrano usciti dalla preistoria politica e che ora sarebbero forse pronti ad andare ad abitare al Quirinale. Personaggi che, chi per un verso chi per un altro, hanno contribuito fattivamente allo sfacelo in cui l’Italia si sta dibattendo da anni e che sono riusciti nell’impresa di far commissariare il Paese da parte dell’Europa.

In questa galleria di aspiranti presidenti sfilano stancamente ex premier, ex vicepremier, ex ministri, ex segretari di partito, ex sindacalisti, ex democristiani, ex comunisti, ex socialisti, forse c’è anche qualche ex repubblicano e qualche socialdemocratico. Tra i pretendenti c’è anche qualche donna, messa lì a bella posta per far vedere che gli italiani non sono misogini e che sono pronti ad avere al Quirinale non un inquilino ma un’inquilina.

E tutti questi ex non si sottraggono al gioco del “Toto Quirinale” ma sembrano ben felici di parteciparvi. Ancora non ho sentito nessuno dire: no grazie, ho già dato, ho fatto del mio meglio per il Paese ma non ci sono riuscito, ringrazio per la citazione ma continuo a godermi il mio stipendio d’oro o la mia pensione di platino da parlamentare. Nessuno ha fatto una dichiarazione del genere: sono ancora tutti lì, anche i più anziani e logorati del gruppone, a sperare di poter conquistare il colle più alto di Roma (unica lodevole eccezione, Prodi che si è tirato fuori dopo il perfido scherzo fattogli due anni fa da 101 figurine del suo partito).  

Riuscirà Renzi a smantellare questo usurato schema della nostra Repubblica? Riuscirà a portare al Quirinale un vero arbitro che in passato, col suo comportamento, non abbia contribuito a qualche scudetto fasullo? Io me lo auguro. Sarebbe interessante avere come Presidente un personaggio non usurato dalla politica parlamentare e dalle quotidiane guerre interne ai partiti: magari un intellettuale, un saggista, un liberal, un giornalista che sa molto di politica, di economia, di storia. Capace certamente di essere un arbitro autorevole. Io un nome ce l’ho, ma per scaramanzia, non lo dico. E’ l’unico protagonista del mio “Toto Quirinale”.  

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