Dieci domande sulla questione migranti, questi sconosciuti
Mezzo milione di migranti, secondo i bene informati sarebbero pronti a lasciare le coste della Libia, attraversare il canale di Sicilia su qualche carretta del mare e sbarcare a Lampedusa o da qualche altra parte in Italia.
Ho letto sul Quotidiano Nazionale di qualche giorno fa, la bellissima intervista (una delle cose più interessanti che mi sia capitato di leggere da qualche tempo) che Sara Ferreri ha fatto ad Antonio Mancini, un ex della banda della Magliana che negli anni Settanta – Ottanta terrorizzò Roma.
Mancini, “pensionato” a Jesi, in sostanza ha detto e fatto capire che la banda della Magliana (quella resa celeberrima a milioni di italiani dal “Romanzo criminale” di De Cataldo) è ancora viva e che la vicenda di “Mafia capitale” tornata prepotentemente alla ribalta in questi giorni con una serie di arresti (a quanto pare vi sono implicate anche Coop rosse e Coop bianche), non può essere tutta orchestrata da quel signore che risponde al nome di Massimo Carminati, ex banda della Magliana, ex terrorista di destra, conosciuto negli ambienti bene della mala come Er guercio per aver perso un occhio, anni addietro, in uno scontro a fuoco con i carabinieri.
Mancini è sicuro che sopra Er guercio ci deve essere senz’altro qualcuno (o più di uno) che manovra tutto l’affare. Un livello superiore. Il livello dei colletti bianchi, quello di cui, prima di essere ucciso dalla mafia, ebbe più volte ad occuparsi il giudice Giovanni Falcone.
Mi dice un giovane amico, specializzando in Storia: “Ma secondo te, se alla mafia non stesse bene potrebbero sbarcare in Sicilia tutti questi migranti”?. Il rimando è ovviamente alla seconda guerra mondiale quando gli Stati Uniti, che dovevano sbarcare in Sicilia per combattere i tedeschi e risalire verso il nord, dovettero far uscire dal carcere in cui era rinchiuso il boss mafioso Lucky Luciano per trattare, in cambio della libertà, con i capi della mafia siciliana perché non ostacolassero o meglio aiutassero lo sbarco dei marines americani. Così come avvenne.
Finite questo considerazioni, sulla vicenda dei migranti che in queste ore sta nuovamente infiammando il dibattito politico, mi sono venute spontanee alcune domande. Alcune (senza avere avuto alcuna risposta da chicchessia) le avevo già proposte in precedenti post, altre sono nuove.
- Chi dà ai migranti, che quando arrivano sulle nostre coste, non hanno neanche una maglietta di ricambio, migliaia di dollari o di euro con cui pagare gli scafisti per essere portati in Italia?
- A chi sono legati i centri di accoglienza che gestiscono queste migliaia di migranti e quanto guadagnano sulla gestione di ogni migrante?
- I migranti che hanno diritto ad essere riconosciuti “rifugiati politici” in quanto in fuga da una guerra o da una dittatura, perché scappano in Europa lasciando nel loro paese, in balia di guerre o dittatori vari, genitori, mogli e figli? Se avessero fatto una cosa del genere i resistenti italiani della seconda guerra mondiale quanto di più sarebbe durato il conflitto?
- Perché i governi italiani da vent’anni a questa parte non hanno mai preso in seria considerazione il problema di questa immigrazione senza regole?
- Ai vari governi italiani fa forse comodo (senza avere il coraggio di ammetterlo) l’immissione, in una società vecchia, stanca e anche abbastanza specializzata come la nostra, di forze nuove, di giovani pronti ad impegnarsi in ogni lavoro anche di basso livello (quei lavori che in Italia nessuno vuole più fare) e a contribuire, una volta impiegati da qualche parte, alla crescita del Paese?
- E, venendo alla considerazione del giovane amico studioso di storia, quanto fa comodo alle varie mafie sparse per l’Italia avere quasi “a gratis” una forza lavoro che distribuisce ogni giorno in ogni città migliaia di prodotti falsi confezionati da una mega industria del falso gestita dai mafiosi?
- Quanto può far comodo non solo alle mafie ma anche a imprenditori senza scrupoli, avere una tale forza lavoro quasi “a gratis” per la raccolta dei pomodori, delle olive, dei meloni, delle pesche, delle albicocche e dell’uva?
- Quanto può far comodo ai governanti dell’Europa non occuparsi direttamente del problema migranti e lasciare la spinosissima questione in mano ai governanti italiani che, giorno dopo giorno, si ritrovano migliaia di persone da sistemare in qualche maniera?
- Ed ancora: al di là della “pietas” e della condivisibile politica dell’accoglienza, perché il Vaticano è così pronto a riempire l’Italia e l’Europa di migranti che quasi al cento per cento sono musulmani? Spera forse la Chiesa cattolica di casa nostra di evangelizzare questi migranti non più coi missionari in Africa ma coi parroci delle città e delle campagne?
Infine la domanda delle domande: se domani tutti gli abitanti del Nord Africa e di buona parte del Medio Oriente decidessero di sbarcare sulle nostre coste cosa farebbe l’Europa? Starebbe ancora a guardare e a discutere senza costrutto su come accogliere quei milioni di migranti pronti a tutto?
