L'Italia sulla luna

Ah, se i politici andassero a fare la spesa al supermercato…

Nel giro di pochi giorni, costretto da esigenze familiari, mi sono ritrovato per due volte a dovere andare a fare la spesa in uno dei tanti supermercati presenti in zona.
La prima volta è stata di mattina: e nel parcheggio abitualmente affollato ho notato un'infinità di spazi vuoti. Chissà, mi sono detto, forse sarà per l'ora, forse sarà perché siamo all'inizio della settimana, forse sarà perché la gente è ancora al lavoro.
La seconda volta è stata poche ore fa, di sera. E davanti agli occhi mi si è presentato lo stesso copione dell'occasione precedente: parcheggio per le automobili semideserto e, all'interno della struttura, pochi compratori, corridoi senza affollamenti, poche code alle casse molte delle quali desolatamente chiuse. Che sta succedendo? mi sono chiesto. Perché l'ora è forse quella giusta per fare la spesa, la gente dovrebbe essere già uscita dai vari uffici da tempo, il giorno è quello più indicato per evitare l'abituale calca (ma è ancora così?) del fine settimana. Eppure il megamarket non è così pieno come dovrebbe.
E allora, rifacendomi anche ai dati forniti dall'Istat nei giorni scorsi sulla recessione in Italia, ho avuto un pensiero triste: non sarà questa che mi si presenta davanti agli occhi (parcheggio semideserto, compratori scarsi e piuttosto rassegnati) una delle immagini emblematiche della crisi che stanno vivendo da mesi gli italiani? Non sarà che gli italiani sono costretti a fare a meno di tante cose che prima compravano in uno dei supermercati delle tante catene?
E se questa sensazione fosse vera ci sarebbe davvero da preoccuparsi. Perché la crisi, si dice, sarà ancora lunga e su milioni di italiani si sta per abbattere qualche potente mazzata governativa, come ad esempio il pagamento della tassa sulle case.
Il governo (che, se non vogliamo fallire, è costretto dalle circostanze a essere duro) ha promesso rigore, sviluppo e equità. Il rigore si sta vedendo, sviluppo ed equità ancora no.
Quando arriveranno sviluppo ed equità? Quando arriverà la riforma fiscale, quando gli evasori saranno costretti a smettere di evadere? Quand'è che i professori della Bocconi ridaranno un po' di respiro alla classe media (massacrata dalle tasse fino all'ultimo centesimo) che è quella che muove i consumi?
E soprattutto: i politici tutti (bocconiani compresi) saranno mai andati a fare la spesa in un supermercato? E se un giorno ci dovessero andare, si accorgeranno mai di ciò che sta accadendo intorno a loro?

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