Egregio Premier, almeno per un po’ ci risparmi la favola dell’equità
Equità secondo il mio dizionario sta a significare giustizia e imparzialità. Equità è una parola che il premier Monti ama molto, tanto è vero che la ripete spesso per sottolineare il cammino dell'operato suo e del suo governo. Lo ha fatto anche pochi giorni fa parlando nel corso del suo viaggio in estremo oriente, a proposito della manovra in atto per salvare l'Italia.
Ora, a parte il fatto che Monti bene sta facendo per cercare di portare gli italiani fuori dal baratro in cui la politica dei partiti li ha fatti precipitare, mi parrebbe opportuno (e, a orecchio, mi sembrano tanti quelli che la pensano così) che cambiasse termine quando parla di tutti i provvedimenti lacrime e sangue che ha varato il governo. Che ne so: potrebbe parlare di rigore, di necessità, di costrizione, di emergenza, di ineluttabilità e via discorrendo. Ma dovrebbe evitare quella parola "equità" che evidentemente nel suo dizionario viene spiegata con un significato ben diverso da quello che consulto io. E che ripetuta spesso non può che indispettire.
Monti dovrebbe infatti spiegare cosa ha fatto di "equo" per i lavoratori a reddito fisso e per i pensionati.
Monti dovrebbe spiegare cosa ha fatto di "equo" per combattere drasticamente la mostruosità dell'evasione fiscale (cari amici andate a leggere i dati forniti poche ore fa dal ministero dell'Economia a proposito delle dichiarazioni dei redditi del 2011). Cosa ha fatto di "equo" per stroncare il fenomeno altrettanto mostruoso del sommerso.
Monti dovrebbe spiegare cosa ha fatto di "equo" nei confronti di quel migliaio di parlamentari strapagati che affollano Camera e Senato, di tutti quei consiglieri regionali che guadagnano da nababbi, che cosa ha fatto di "equo" nei confronti di tutte quelle province che da anni si vocifera di voler abolire.
Monti dovrebbe spiegare cosa ha fatto di "equo" per ridurre gli sperperi della politica.
Monti dovrebbe spiegare che cosa ha fatto di "equo" per ridurre a cifre ragionevoli i megastipendi milionari portati a casa ogni anno da diversi dirigenti pubblici.
Monti dovrebbe spiegare cosa ha fatto di "equo" nei confronti di quelle banche che, pur avendo avuto soldi dall'Europa, non aiutano né i privati né le imprese.
Monti infine dovrebbe spiegare cosa ha fatto di "equo" nei confronti dei possessori di patrimoni immensi.
E allora: il professor Monti continui pure a fare ciò che sta facendo su delega dei partiti che, vista la loro manifesta incapacità e litigiosità, gli hanno affidato il compito di sanare magagne accumulate da decenni. Ma per favore, almeno per un po', non ci venga a raccontare la favoletta dell'equità.
