L'Italia sulla luna

Macché antipolitica. A soffiare forte è il vento dell'”antipolitico”

Fa davvero una certa impressione sentir dire dal presidente Napolitano: "Il marcio ha sempre potuto manifestarsi e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica".
Ma è singolare anche ascoltare Abc (Alfano, Bersani e Casini) battersi strenuamente in favore del finanziamento pubblico ai partiti. Dicono Abc: "Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici destinati ai partiti sarebbe un errore drammatico che punirebbe tutti allo stesso modo (compresi coloro che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole) e metterebbe la politica completamente nelle mani di lobbies, centri di potere e di interesse particolare".
Drammatico vero? Sì perché se sull'argomento della credibilità della politica e del finanziamento pubblico, decidono di scendere in campo con questi toni il presidente della Repubblica in persona e i tre segretari dei partiti più rappresentantivi di questa seconda Repubblica, vuol dire che la situazione è davvero preoccupante. Vuol dire che nel Paese sta avvenendo qualcosa di veramente epocale.
Eh sì la gente di tutti i giorni è davvero imbelvita contro certi indegni rappresentanti della politica. No, non sono gli evasori che sono imbelviti: non sono quelli che viaggiano in Suv da centinaia di migliaia di euro e risultano nullatenenti. Non sono quelli che hanno la barca a Santa Margherita Ligure e dichiarano meno dei loro numerosi dipendenti, non sono quegli artigiani o quei professionisti che ti chiedono ad un certo punto della loro prestazione d'opera "le serve la fattura?".
No, non sono loro ad essere imbelviti. A loro va più che bene che le cose continuino ad andare così come vanno. "Ecché glie frega" come dicono a Roma. Sono tutti gli altri ad essere arrabbiati, a voler vedere i politici in un po' di guai, a fare il tifo forsennato non tanto per l'antipolitica (perché ogni nostro gesto, ogni scelta può essere dettata da una visione "politica" della vita) quanto (se così si può dire) per l'"antipolitico", che spesso si spaccia per benefattore della società, ma che poi si rivela un furfante, benefattore soprattuto per se stesso e un po' per il partito.
Sono tutti gli altri ad essere arrabbiati. Quelli che sono massacrati dalla tasse, quelli che vedono falcidiate le loro buste paga da aliquote pazzesche, quelli che devono spendere un occhio della testa tutte le volte che fanno il pieno per andare a lavorare, non per andare a Saint Tropez. Quelli che con le loro pensioni devono aiutare a mantenere figli e nipoti, quelli che avendo una pensione un pochino più alta non avranno diritto all'adeguamento del costo della vita, quelli che per avere una visita specialistica all'opedale devono aspettare mesi, il tempo di morire, quelli che hanno moglie e figli e nessun aiuto dallo Stato. Potrei andare avanti una settimana con tutti questi esempi. E allora mi fermo qui.
Ecco, dicevo, sono loro che ce l'hanno veramente parecchio con i politici. Ma non perché una mattina piovigginosa si sono svegliati di cattivo umore e hanno deciso di avercela coi politici, di cavalcare come dicono tanti oggi "l'antipolitica".
No. Semplicemente perché sono stufi di essere presi in giro, di essere rappresentati in parlamento da politici che in tanti casi fanno vergogna. Basta guardare cosa è successo in parlamento negli ultimi anni del governo Berlusconi ma anche in quello di Prodi. Basta andare a rileggersi su Internet di cosa è stata capace la Casta da qualche anno a questa parte.
Ecco, questi tartassati, questi italiani onesti (per forza o per convinzione) sono stanchi di vedere le loro sudatissime tasse (prelevate alla fonte in maniera massiccia) andare a finire nelle mani di certi tesorieri (anche loro politici) di certi partiti. Tesorieri che prendevano (o prendono tuttora) i nostri soldi e li riciclavano in investimenti in Tanzania, in oro, diamanti, in aerotaxi, in cene da miliardari, in appartamenti, in vacanze a sette stelle, in automobili di superlusso. E non solo. Sono stanchi anche di vedere le loro tasse andare a foraggiare giornali che vendono una copia e i cui direttori intascano milioni di euro (pubblici).
Anche con questi esempi si potrebbe andare avanti per giorni. E chissà se basterebbero per illustrare tutte le nefandezze. E quindi bisogna fermarsi.
E' inutile allora che il presidente Napolitano si spenda così ardentemente per la politica e i suoi rappresentanti. E' inconcepibile che A, B e C lancino appelli disperati.
Questa politica, o meglio, questa maniera di fare politica non avrà di certo più futuro se la Casta, la vituperata Casta che da anni fa finta di non accorgersi dei problemi, non si darà delle regole precise (quella del politico, ad esempio, non può essere una professione a vita), non rispetterà ineludibili codici morali, se non smetterà di rubare. E fino a quando per proteggersi da tutte le malefatte continuerà imperterrita a mostrare il tesserino di parlamentare.
Non è la gente che rifiuta la politica, sono i politici che in tanti casi "rifiutano" la gente onesta. E ad essere diffuso non è, come si crede, un sentimento di "antipolitica". Ad essere sommamente diffuso è un sentimento di "antipolitici", colpevoli spesso di essere falsi, bugiardi, voltagabbana, corrotti e corruttori.

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