Non è mai troppo tardi (per volersi bene e magari cambiare pure vita)

Noi, accumulatori seriali

Che fatica! Non so voi, ma sono sommersa dagli oggetti. Di ogni tipo. Ed adesso mi sento soffocare. Così, in questi giorni di ferie da smaltire, sto iniziando a buttare via cose. 'Chissenefrega', penserete tutti voi, giustamente. Ma questa fobia di gettare via oggetti inutili mi è arrivata dopo la morte di mia madre e con una casa da svuotare. I miei avevano conservato tutto e di più: un gesto di amore profondissimo verso di noi, lo ammetto. Ma a casa mia, ci sono troppi oggetti inutili, troppe cose che non hanno ne' ricordi ne' valori.  Oggetti che vivono per tenere spazio e per ricoprirsi di polvere. Mio figlio, poi, da quando era piccolo, ha sempre amato conservare: era uno di i quelli che  conservava tutto, persino le bustine delle figurine Panini o le cartine degli ovini, ops, ovetti Kinder. Tutto può essere di nuovo utile', ha sempre sostenuto. Ma siamo tutti così, inguaribilmente attaccati ad oggetti che ci ricordano attimi di illusoria felicità.  Ed adesso tutti noi soffochiamo, stretti fra libri, giornali, montagne di vestiti, soprammobili, vecchi pc, e telefonini dagli anni Novanta ad oggi.  Così, a fatica, sto buttando via oggetti: montagne di carta, giornali su tutti.  Ho bisogno di aria nuova, di vita fresca. Disposofobia, si chiama così la sindrome dell'accumulatore compulsivo. Ogni tanto ne siamo colpiti  un  po' tutti, nei nostri momenti di debolezza o, semplicemente di pigrizia. I ricordi nella nostra mente valgono di più di tanti oggetti inutili accumulati senza un perché. Me lo continuo a ripetere dopo che qualcuno ha svaligiato la casa di mia madre dopo che era morta.  I ricordi restano. Sempre.

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