Le vite degli altri

Quell’inutile zavorra

Chissa', forse tu monte Paterno, babbo ruvido e infinito, potrai spiegarmi l'incanto. Almeno tu. Parlami del segreto che conoscono i corvi, i muschi e quei nastri d'acqua gelata che scivolano giu', a valle, come seta tra i sassi. Ogni volta lo stesso: inizi a salire in un'arrogante onnipotenza poi lasci indietro a ogni passo quel troppo che riempie cio' che di te non si vede. Tu sali e loro tagliano il blu, fanno il solletico alle nuvole, corteggiano le stelle e ridono dei nostri piccoli capricci. Tutto in proporzione, pensano. Le montagne sono sagge. Sali e hai fame di silenzio. E' l'unica fame che hai. Un altro passo e guardi questa corona di spine che la terra ha piantato nel cielo. E ti senti a casa, babbo ruvido e infinito. E ti senti bene. Allora sali ancora e butti manciate di te, come le briciole di pane di Pollicino. Solo che scrivi il sentiero che vuoi dimenticare. Una manciata. E butti il rumore inutile che violenta. Ti svesti della fretta, della fretta di riempire il vuoto con un pieno piu' leggero del vuoto. Butti le parole, le troppe parole che annoiano, i pensieri banali e gli inganni da commedianti da quattro soldi. Sali e fai briciole di te e le nigritelle che sanno di vaniglia e i papaveri d'oro, chini d'umilta', finalmente ti guardano come guardano le api, le mosche e il ragno. E allora capisci che forse stai guarendo. Un altro passo verso questo babbo ruvido e infinito e anche l'invidia che imbruttisce si fa ombra e poi vapore. Sali piu' leggero. Ti svesti della rabbia che ingrossa lo stomaco e dimezza il cervello. E mica lo sapevi, che avevi tutta quella roba addosso. Dovevi venire qui, tornare in questa culla fredda e scomoda e vera. Peccato che l'incanto che tu, monte Paterno, non mi vuoi spiegare, dura uno sbadiglio. Poi ricominciamo a dormire, fino all'estate prossima.

Cosi', per chi fosse curioso. Il monte Paterno si trova nella dolomiti di Sesto, in Val Pusteria. E' possbile, attraverso, un percorso attrezzato che attraversa un sistema di gallerie e trincee di guerra, percorrere gran parte del profilo a forma di pala del Monte Paterno.

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