Orari da mamma, carriera da manager

Cronaca

6 aprile 2012
L'altro giorno sono rimasta sbalordita: una mia amica ha chiesto di essere trasferita da un bel ruolo d'ufficio con la prospettiva di diventare dirigente per un posto allo sportello. Motivo: gli orari di lavoro. Nel caso fosse rimasta nell'ufficio di maggior responsabilità non avrebbe potuto ottenere un part-time, neanche per pochi anni, perché non conciliabile con il ruolo. Ergo, visti i due figli piccolissimi e nessun aiuto da parte di nonne e nonni, ha deciso di farsi da parte. E scegliere un lavoro meno qualificato (lei ha laurea e master) pur di poter conciliare famiglia e orari d'ufficio. Una SCELTA. Obbligata.

Dall'altra parte del globo, invece, c'è chi, nonostante gli stessi carichi familiari, si è ritrovata numero due di Facebook e un posto nella classifica delle 100 donne più influenti del mondo. Ciò nonostante, vige per lei una regola ferrea: appoggiare la penna sulla scrivania alle 17,30 tutti i santi i giorni. Perché - dice - deve cenare con il marito e i figli.

La supermager eroica vive negli States, si chiama Sheryl Sandberg, ha 41 anni, due figli e un marito. Nel suo cv un'esperienza pluriennale a Google, dov'era vicepresidente alle vendite online, e una carriera sfavillante come capo operazioni del social network di Mark Zuckerberg.

Ecco, ribaltando le due vite di queste due donne, secondo voi cosa sarebbe successo alla mia amica se, nel ruolo di responsabilità che aveva prima, avesse appoggiato la penna sulla scrivania alle 17,30? Io posso scommettere su sguardi attoniti, colleghi che si danno di gomito, facce di circostanza, sorrisini e battuttine alla macchinetta del caffè. Perché in un mondo del lavoro popolato da 'culi di pietra' (scusate il termine colorito, ma rende l'idea) una donna così, al massimo, potrebbe fare un lavoro d'ufficio classico, con un orario 9-12; 13-17. Poco stress, poche responsabilità e il tempo libero che serve per seguire la prole.

Insomma, chiunque tu sia, nonostante le idee brillanti e le capacità eccelse, qui in Italia non ti resta che fare una SCELTA: o la famiglia o la carriera. Obbligata.

Ps. Per ora, a favore delle mamme, la riforma del Lavoro del governo Monti  prevede buoni-tata, permesso obbligatorio per i neo-papà (tre giorni) e la convalida ministeriale per le dimissioni in bianco delle donne in attesa.

Vi pare una via d'uscita?

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