E' questione di cuore

Fiorentino (Fit-Cisl): “Alitalia, che batosta per i sindacati”

«Una batosta così non ce l’aspettavamo». Emiliano Fiorentino, segretario nazionale Fit-Cisl, non nasconde il rammarico per la caterva di No al referendum su Alitalia. I numeri parlano chiaro: «Sui 5.600 del personale navigante (hostess e piloti), in circa 3.500 sono sindacalizzati. E tra questi i Sì sono stati soltanto 304, meno del 10%. Anche tra il personale di terra, più vicino alle posizioni del Sì, i No hanno vinto con un 51% scarso».
Per i sindacati confederali che erano per il Sì è una brutta sconfitta.
«Non solo per noi. L’azienda, i lavoratori, le istituzioni: ne usciamo tutti malissimo».
La politica – dall’ex premier Matteo Renzi al Movimento 5 Stelle – cannoneggia il sindacato. Il vostro ruolo è in crisi?
«Il commissariamento è una sconfitta per il sindacato. Abbiamo tentato il tutto per tutto per arrivare a una mediazione. Abbiamo spiegato ai lavoratori che andavano fatti sacrifici per tenere in piedi l’azienda. E invece? Il movimento del No con Cobas, Cub e Usb, fomentato dal M5S, ha convinto i dipendenti Alitalia che ci sarebbe stato un piano B, cioè la nazionalizzazione della compagnia».
Salvataggio che pare non esserci.
«I grillini hanno intercettato i lavoratori raccontandogli cose non vere. E oggi (ieri, ndr) a distanza di 24 ore dal referendum c’è già chi si è pentito».
Finirà come la Brexit?
«Dopo il senso di liberazione per aver votato No con rabbia e odio contro Alitalia c’è il momento del realismo. E il caos. Successe così anche con la Brexit: tutti euforici per l’uscita dalla Ue poi, capite le conseguenze, tanti pentimenti».
Come mai ha vinto il No?
«Mah, qualunque referendum si faccia in Italia vince il No a prescindere».
E allora perché puntare sul referendum, visto l’alto rischio?
«Era l’unico modo per unire tutte le posizioni, anche se farlo dopo aver firmato l’accordo sarebbe stato meglio».
La Camusso ora invoca un piano industriale credibile...
«Ormai ha vinto il No. E con quasi il 70 per cento. È un campanello d’allarme troppo forte. Chiunque abbia anche solo una vaga idea d’investire, con un contesto del genere, non ci metterebbe un euro».

Rosalba Carbutti

Intervista uscita il 26 aprile 2017 su QN

Twitter: @rosalbacarbutti

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