Sport dimenticati e vincenti, la lezione di Londra

Politica

31 luglio 2012
A volte non abbiamo il senso della misura. Dalla Pellegrini si aspettavano miracoli, così come dai nuotatori, tutti alla fine finiti tra il quinto e il settimo posto perché di fronte avevano avversari molto più forti. Tutti avrebbero dovuto saperlo. A volte credo che pompare mediaticamente questi atleti non sia il meglio per il nostro sport.
Marco, da ilgiorno.it

E’ SBAGLIATO aspettarsi che le cose finiscano sempre nel migliore dei modi perché nello sport si vince e si perde. Già arrivare tra i migliori atleti del mondo è un risultato enorme. Gli italiani nel corso degli ultimi anni sono stati abituati sin troppo bene dai nostri campioni che spesso la spuntano su altri forti quanto loro. È anche eccessivo attribuire la causa di questi insuccessi alla sovraesposizione mediatica. Al riguardo lei scrive: «Illustri sconosciuti come gli arcieri, i tiratori o la giovanissima judoka sono quelli che hanno portato a casa le medaglie... Finché non rovineranno anche loro...». In realtà ci dimenticheremo di loro, come tutti (non solo i mass media) a Olimpiadi concluse trascureranno molte discipline sportive. Questo è il vero problema.
ugo.cennamo@ilgiorno.net