Andiamo a quel paese

Pechino Express, lo scivolone sulla pelle di serpente

Emanuele Filiberto di Savoia e il suo staff di <Pechino Express> sono scivolati su una buccia... di serpente ed hanno scatenato le ire degli animalisti. Peccato, perchè la trasmissione in onda al giovedì su Rai Due, pur non essendo un capolavoro, si faceva guardare con simpatia. Per chi non l'ha mai vista (e credo non siano pochi), si tratta di una sfida fra coppie di concorrenti che dall'India alla Cina devono viaggiare e dormire senza spendere soldi e superare tante prove. Insomma fare autostop e vivere a scrocco. Conduttore (un po'impalato) Emanuele Filiberto. Contrariamente a tante Isole più o meno famose o Grandi Fratelli, la trasmissione non è volgare e consente di vedere uno spaccato, seppur frammentario, su tanti Paesi. Peccato che giovedì scorso in Cina una delle prove consistesse per i concrrenti di trasportare una scatola con dentro un serpente e, una volta arrivati alla meta (un quartiere di ristoranti) prenderlo, consegnarlo al cuoco che lo scuoiava vivo e lo arrostiva, dopo di che dovevano mangiarlo. Puntuale (anzi un po' in ritardo sulle mie previsioni) mi è arrivata in posta una mail della Lav che dice: "Sospendere Pechino Express, in onda su Raidue e prodotto da Magnolia, in quanto si tratta dell'ennesimo reality tv i cui autori non si sono fatti scrupolo a utilizzare gli animali, sottoponendoli a inutili sofferenze". E' questo l'appello rivolto dalla LAV al Direttore di Raidue Pasquale D'Alessandro.  “Deprimente l’atteggiamento di totale indifferenza dei concorrenti, insensibili persino allo scuoiamento degli animali vivi, evidente in un paio di scene sfuggite al taglia e cuci del montaggio – commenta Nadia Masutti, responsabile Lav per gli animali esotici - Ma la scelta della Rai di mandare in onda uno spettacolo così raccapricciante, è ancora più incredibile se consideriamo le LINEE GUIDA PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI IN TV adottate dal Segretariato Sociale della Rai, su proposta della LAV, fin dal 2007 ”. 

Nulla si è fatto, in cinque anni, per applicare concretamente anche uno solo dei cinque articoli che compongono le LINEE GUIDA PER LA TUTELA DEGLI ANIMALI IN TV, che al primo articolo recita “La presenza di animali in trasmissioni televisive deve essere finalizzata alla sensibilizzazione, al rispetto e alla conoscenza delle specie, escludendo qualsiasi utilizzo di animali non consono alla loro natura nonché un loro utilizzo che li sottoponga a violenze, stress o atteggiamenti irrispettosi della loro dignità”:  esattamente il contrario di quanto avvenuto durante Pechino Express. “Sollecitiamo quindi la Rai e nello specifico il Direttore di Raidue a vigilare, anche nei confronti di produzioni esterne come nel caso di Pechino Express, affinché non si debba più assistere a scene violente contro gli animali, nel rispetto di quanti considerano inaccettabile l’uso di animali come fossero oggetti - prosegue Masutti- Considerato, inoltre, l’enorme impegno, anche a livello Comunitario, affinché popoli come quelli asiatici affrontino la questione animale in modo molto più etico, chiediamo alla Rai di porre la massima attenzione nel garantire un servizio pubblico avanzato sul piano culturale ed etico".

Non me la sento di dissentire. Vero che in Cina si mangia di tutto ed è andata bene che scuoiati e arrostiti non siano finiti dei cani, ma è altrettanto vero che con il denaro di chi paga il canone si potrebbe fare qualcosa di più eticamente corretto. Peccato, perchè nel panorama Rai Pechino Express era la meno peggio.

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