Andiamo a quel paese

Indovina chi viene a cena: un topo nei fagiolini e altre schifezze

 Il menù di questa sera? Per antipasto, topo in salsa di fagiolini, a seguire lasagne alla carne di cavallo, poi bistecca avariata e insalata al veleno. In alternativa, uno spezzatino di cinghiale radioattivo. E per finire, torta coi colibatteri (che non sono esattamente ciliegine). Non è la cena di un film dell'orrore ma è quanto ci può capitare di mettere in tavola in questi giorni. Non si fa in tempo a tener dietro agli scandali alimentari. Ultimi in ordine di tempo, il topo morto trovato in un barattolo di fagiolini verdi di una nota catena di supermercati francesi . Lì per lì ho pensato alla solita bufala , invece pare proprio di no. La notizia è stata data dall'edizione on line de Le Parisien che riporta anche l'immagine del roditopre adagiato su un letto di fagiolini. In padella. La scoperta sarebbe stata fatta da un giovane ingegnere all'interno di una scatola di fagiolini "Grand Jury". L'azienda si scusa e avvia un'inchiesta. Il neo-cuoco credo si avvii a comprare verdura fresca. Che poi non è detto sia meglio. InGgermania il made in italy non ha fatto un figurone, con le 110 cassette di insalata con tracce di veleno, 105 delle quali sono  state distrutte. Ne mancano dunque all'appello cinque: pare che una sia stata venduta all'Istanbul Markt di Offenbach e quattro a commercianti ambulanti nella regione metropolitana Reno-Meno, che le avrebbero a loro volta rivendute. La lattuga coinvolta è quella 'ortofrutticola La Trasparenza' (un nome, una beffa) ed è stata immessa sul mercato dal rivenditore all'ingrosso di Francoforte Özdemir, che ne ha ordinato il richiamo. I prodotti potrebbero manifestare segni di contaminazione da veleno per topi con la presenza di piccoli granuli blu.

Tempi duri anche per i carnivori, visto che che 5 tonnellate e mezzo di carni avariate e scadute sono state sequestrate dai Nas di Milano in un'azienda all'ingrosso. Sorvoliamo sullo scandalo della carne di cavallo spacciata per bovina e pepricolosa per il consumatore in quanto ai poveri cavalli vengono somministrati antidolorifici dannosi al'organismo umano. Perché, inutile dirlo, quei cavalli finiti in ragù e polpette erano povere bestie che avevano corso negli ippodromi o tirato carretti in Romania (paese nel quale è divenuto illegale il transito di cavalli e asini sulle strade). Vogliamo parlare di pesce? Magari delle cappesante al cadmio (che ormai sono già finite nella pancia di qualcuno) immesse nel mercato del pesce di Chioggia (Venezia) da una decina di pescatori che ieri sono stati denunciati dai carabinieri della cittadina veneta?

Sui cinghiali radioattivi della Valsesia, è ancora da chiarire se la presenza del Cs137, un isotopo radioattivo, sia ancora presente in ambiente a seguito ddel rilaschio durante l'evento di Cernobyl. L' isotopo, pur essendo presente in tracce, può concentrarsi in alcune specie vegetali e animali, quali funghi e selvaggina. Quindi, occhio alla provenienza della caccia ma anche dei funghi.

Cosa ci resta da mangiare? I formaggi. Speriamo. Perchè ci ricordiamo bene delle mozzarelle blu trovate qualche anno fa in un supermercato. Mentre forse ci siamo dimenticati delle mozzarelle alla diossina del 2008: da allora sono stati fatti accertamenti sugli allevamenti di quelle zone contaminate? 

Di solito si pensa che chi più spende meno spende e che l'alto prezzo di un prodotto sia garanzia di maggiore qualità. Ma fino a che punto è vero? Personalmente mi fido poco dei cibi preparati perché <non so cosa ci finisce dentro>, ma di solito penso a sostanze di <serie B>, a conservanti e coloranti poco raccomandabili, ma certo non a elementi tossici.. E non avrei sospetti sull'insalata, vai poi a immaginare che è avvelenata. Se ci tradisce anche il made in Italy in tavola, ovvero quello che è uno dei nostri punti di forza nel mondo, davvero abbiamo toccato il fondo.

 

 

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