Pioggia orizzontale

Firenze, denunciato il ragazzo che ha fatto pipì sul Duomo: e gli altri media se ne accorgono

"Ero ubriaco, sono pentito!" Una scusa migliore no?... Sono proprio arrabbiati i lettori del nostri portali on line. Anche ora che - grazie alla foto pubblicata in esclusiva dal quotidiano www.lanazione.it la mattina del primo dell'anno - l'urinatore misterioso, ritratto con il suo 'coso' in mano intento a fare pipì sul sagrato del Duomo di Firenze, è stato identificato e denunciato. "Lavori socialmente utili, pulizia della piazza dalle 6 alle 12 per un mese, anche qualche ceffone". Un botta e risposta serratissimo di commenti sul portale Fb del nostro quotidiano, oltre cento in pochi minuti, 17 mila  persone che hanno visto il post, 50 quelle che l'hanno condiviso.

 

Niente, rispetto a quando la notizia venne fuori , il primo giorno di questo neonato 2014: “Santa Maria del Fiore trattata come un gabinetto: il ragazzo fa pipì davanti a tutti, incurante della gente e della sacralità del luogo” - la notizia ha fatto il giro del mondo lungo i fili della Rete. Decine i siti, non solo italiani, che l'hanno ripresa. E non sono mancate pesanti minacce nei confronti del fotogiornalista autore dello scatto, né quelle "che sono state rovesciate addosso al ragazzo attraverso la Rete", come dice l'avvocato del putto fuori età. Battutacce e rimproveri. Ma anche tanta saggezza. Molti richiami a un maggior controllo di polizia e a un’educazione - diciamo - da “migliorare” da parte delle famiglie.
"Questi sono i nostri figli?», la richiesta di una mamma in trance, forse consapevole di quanto poco si conoscano le abitudini dei nostri ragazzi quando varcano la soglia di casa. La ha risposta è arrivata da un ventenne, parole pesanti come macigni per tante mamme e papà: «Se mi permettete, c’è modo e modo di divertirsi - scrive il ragazzo - . Provo tenerezza per il 90% dei miei coetanei, che per divertirsi bevono come spugne: molti lo fanno per attirare attenzioni che a casa non hanno, attenzioni che richiederebbero dai loro genitori, e che non riescono ad avere, tirando fuori un grave problema di fondo".

Un’infinità di commenti, il tam tam del web è partito, con il desiderio di rintracciare l’urinatore  e fargli pulire piazze e gabinetti almeno per un semestre. Internet amplifica e non perdona. E, sia chiaro, la maggioranza dei lettori ha scritto cose intelligenti e appropriate, alcuni hanno scomodato persino Oriana Fallaci (“Chissà cosa scriverebbe l’Oriana”), “bacchettando” l’Amministrazione sempre con l’ironia propria dei toscani.

 

Ora che  l'urinatore di piazza del Duomo è stato individuato e denunciato - il ragazzo che nella notte di Capodanno, durante i festeggiamenti, ha fatto i suoi bisogni sul sagrato del Duomo di Firenze - la notizia torna a fare il giro del mondo. Impossibile dimenticare la foto, impietosa, che lo ritrae intento a fare pipì davanti a tutti. Un'immagine che ripropone il tema del degrado e delle notti brave nel centro storico. Il giovane, 21 anni, ha un nome e un identità, è di Montelupo Fiorentino.

 

"E' stata la Squadra Mobile della questura di Firenze, incrociando le immagini delle telecamere di sicurezza poste proprio in centro, a individuare il giovane. Ma al ragazzo la questura è arrivata anche grazie ai post su Facebook scritti da alcuni utenti successivamente alla pubblicazione della foto da parte de La Nazione - recitanoa distanza di una settimana le agenzie - . Il giovane, che è nato a San Miniato, è stato denunciato per atti osceni in luogo pubblico, accusa più grave del semplice reato amministrativo di atti contrari alla pubblica decenza. Il ventunenne, negli uffici della questura fiorentina, si è detto pentito per quello che ha fatto, ma niente interviste. "Mi scuso con tutti, ero alticcio, avevo bevuto un po' troppo", scrivono oggi i quotidiani on line, domani la notizià sarà anche su quelli 'di carta'. Ci voleva la denuncia... Ma forse, la sua punizione, questo ragazzo l'ha avuta guardando quella grottesca immagine di sé, che resterà indelebilmente scolpita nella memoria di molti. Rischiando di rovinare quella che è stata (anche) una bella festa. Ai magistrati, ora, l'ardua sentenza.
Letizia Cini
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