L'uovo di Colombo

Guerini (Pd) avverte Sel: “Non tradite i patti. A Milano ha vinto Sala, la coalizione resti quella”

Matteo Renzi parla alla Direzione del Pd

Ettore Maria Colombo
ROMA
«QUELLA di Sala è stata una bellissima vittoria del Pd e del centrosinistra. Se Sel ora la sporca rompendo la coalizione, dopo aver sottoscritto la carta d’intenti per le primarie che vincolava tutti i partecipanti sarebbe un atto gravissimo». Parla Lorenzo Guerini, vicesegretario del Pd, visibilmente soddisfatto dell’esito delle primarie, esito positivo cui ha fattivamente partecipato.

A Milano Balzani e Majorino, se avessero sommato, le loro forze avrebbero preso il 57% contro il 42% di Sala. Vittoria di Pirro?
«Ma questa è una visione patrimoniale della politica! I voti dell’uno e dell’altro candidato sono degli elettori e non sono sommabili. Sono sono state primarie belle, partecipate e Sala è un bel candidato in grado, ora, di vincere anche le elezioni amministrative di giugno».
Sala dovrà affrontare Stefano Parisi, per il centrodestra. Timori?
«Bisogna avere rispetto per tutti, timori per nessuno. Se sarà Parisi non mi pare notissimo, a Milano. Sala è figura riconosciuta per l’ottimo lavoro sull’Expo: avrà con sé la coalizione e gli altri candidati».

Ma Sel sta per rompere la coalizione. Ci sarà un altro nome, a sinistra. Ne avete paura?
«Se Sel rompe sarebbe un atto gravissimo e la negazione di un principio fondamentale: ognuno corre per sé, ma poi appoggia chi vince. Tutti gli altri candidati lo hanno detto e lo faranno. Sarebbe un tradimento dello stesso popolo delle primarie. che non comprenderebbe scelte di questo tipo. Spero che Sel, in queste ore, ci riflletta e sia coerente con questo spirito».

Due difetti delle primarie: meno votanti e tanti cinesi in fila...
«Sono andati a votare gli stessi elettori di cinque anni fa (61 mila contro 67 mila, ndr.) in una giornata di freddo e pioggia. Tanti milanesi e tantissimi rispetto alle poche centinaia di voti delle finte primarie dei grillini. I cinesi? Gli stranieri con permesso di soggiorno e residenti in Italia che hanno partecipato alle primarie sono stati il 2%. Una percentuale davvero risibile. Chi s’inventa polemiche sulle nostre primarie sceglie i suoi candidati in stanze chiuse o con consultazioni condominiali».

È vero che state gonfiando il tesseramento al Pd in Sicilia per far fuori la minoranza?
«Sciocchezze! A breve renderemo noti i dati del tesseramento 2015: chiuderemo all’incirca come l’anno scorso (360 mila nel 2014, ndr.). Se ci sono casi specifici da verificare e monitorare lo faremo, come sempre. Siamo un partito serio che ha delle regole, radicato sul territorio e di cui andare orgogliosi: 370 mila iscritti, 550 mila cittadini che hanno donato il 2xmille».

Parliamo di Roma e Napoli, dove pure si voterà per le primarie: i candidati graditi al Pd sono Giachetti e Valente?
«Il partito, quando si fanno le primarie, resta al di sopra delle parti: decideranno romani e napoletani. A Roma si gioca una sfida importante e la disponibilità di Giachetti è un fatto positivo: con Morassut sarà una bella gara. A Napoli si è aperta una discussione sul tasso d’innovazione da portare in città: credo che Valente ha tale cifra e altri candidati altre caratteristiche».

Un tema caldo, il ddl Cirinnà. Viste la libertà di coscienza decisa dall’M5S, la contrarietà di Ncd e i dubbi dei senatori cattolici dem non fareste prima a stralciare le stepchild?
«Io sono ottimista per natura. Noto, innanzitutto, che dopo anni c’è una larga condivisione, nel Paese e in Parlamento, per una legge che ampli la sfera dei diritti. Sull’impianto generale della legge si puà costruire una larga convergenza. Su alcuni punti specifici, come le stepchild adoption, la discussione è molto articolata perchè il tema è molto delicato con opinioni diverse e trasversali alle forze politiche: sarebbe bene non diventasse il campo di battaglia di fazioni contrapposte o utile solo a piantar bandiere ideologiche, da una parte come dall’altra.
Non a caso, fin da subito e in modo chiaro, come Pd abbiano lasciato libertà di coscienza. La discussione proseguirà nei prossimi giorni e spero si mantenga con questo spirito. Alla fine, deciderà il voto libero del Parlamento».

NB. Questa intervista è stata pubblicata il 9 febbraio 2016 a pagina 10 del Quotidiano Nazionale (htttp://www.quotidiano.net)

 

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