Le buone proposte bisogna cucinarle con i dirigenti giusti

Basket

28 marzo 2012
QUALCOSA si muove. A Casale, patron Cerutti, non a caso ex vicepresidente di Confindustria, è riuscito a radunare chi manda avanti il basket, vale a dire federazione e leghe: con un esperto di economia, alcuni manager di club e qualche libero pensatore, ne è venuto fuori un piccolo cenacolo di idee e proposte. Su tutte, quella che dovrebbe diventare un dogma per uno sport al quale la canna del gas da un po’ sta sventolando sotto al naso: non serve diminuire le squadre, bisogna piuttosto averne di più sane. Che si discuta della crisi e di come uscirne, comunque, è già un passo avanti: chi non parte mai difficilmente arriva.
Finalmente il basket si mette attorno a un tavolo. Anche se c’è chi è convinto che basti metterlo a tavola: Gianmaria Vacirca, ex gm di Montegranaro che la scorsa estate aveva pensato di richiamare Pozzecco dalla pensione (e prima ancora per colorare l’immagine del suo club si era legato al pittoresco Lapo Elkann), via Radio 24 suggerisce raccolte di fondi attraverso cene sul modello dei college americani o tramite reality chef interpretati da giocatori. Chissà se questa pensata gli è venuta frequentando qualche bollito o vedendo in giro troppi club alla frutta.
QUALCHE buona ricetta esiste: a Casale è bastato ritrovarsi e confrontarsi perché ne venisse fuori più di una. Concreta, non solo ipotetica. Soprattutto, si è capito che all’ombra dei canestri le idee non mancano: per realizzarle, serve però una mentalità diversa. magari anche un sistema nuovo: con tutto il rispetto per la storia e la qualità del dirigente, non ci si può illudere che il ritorno di Gianni Petrucci significhi anche rinnovamento. Le svolte, per esser tali, non devono guardare al passato, altrimenti sono restaurazioni: in tempi di «aria rancida», come dice Scariolo, rinfrescare gli ambienti aiuta a viverli meglio.
Una bella rinfrescata aiuterebbe anche il mondo degli arbitri, che ai suoi mille guai aggiunge ora il caso del fischietto di serie A fermato mentre acquistava cocaina prima di andare a dirigere una partita. L’identità del protagonista è talmente riservata che nell’ambiente sanno tutti chi è. Ma non è questo il punto: apprendere che il destino di oltre duecento gare era in mano a un arbitro così è quantomeno stupefacente.
La frase della settimana. «La partecipazione, nonostante la temperatura un po’ artica, era tangibile» (Flavio Tranquillo, voce di Sky, conferma che anche ai tempi del basket ‘in chiaro’ resta utile il decoder).


  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2013 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by