Pedate e Palloni

Caro papà, adesso vai tu in campo e capirai che… (il calcio riparta dai bambini!)

aic camp roma

Ripartiamo dai bambini. L'ho detto mille volte e lo ripeto, anche adesso che è ripartito...il massimo campionato.
Se vogliamo che l'elite del nostro pallone trovi nuovi valori, nuova educazione, nuovo fair play, dentro e fuori dal campo, dobbiamo ricostruire dalle basi. Dai più piccoli. E da chi li allena, forma, cresce. In maniera organica, strutturata, continuativa, convinta. E' un percorso lungo, ma determinante, se non si vuole che il nostro calcio imploda per sempre.

Vogliamo una volta per tutte mettercelo in testa?

O vogliamo aspettare ancora e prepararci al funerale del calcio tricolore?

Se chi ben comincia è a metà dell'opera,  sulla retta via c'è sicuramente l'Associazione Italiana Calciatori. Che quest'anno lancia una primizia, le "Scuole Aic". 

L’obiettivo che l’Associazione Italiana Calciatori si pone con la SCUOLA A.I.C. è quello di sostenere le società sportive che condividono i suoi stessi valori nell’ottica di veicolare una nuova cultura sportiva che sia basata sull’insegnamento dei valori etici dello sport, la disciplina individuale e di squadra, il rispetto delle regole e la correttezza dei comportamenti, valori che per l’A.I.C. hanno uguale valore rispetto alla didattica calcistica. Crescere insieme attraverso il calcio attraverso una serie di appuntamenti mensili, con cui lo Staff Aic garantisce un supporto tecnico, educativo, psicologico, manageriale e di promozione attraverso incontri nelle scuole.

"Da quando Damiano Tommasi è diventato presidente - spiega Luca Milocco, responsabile organizzativo del progetto - è stato creato il Dipartimento Junior, che lavora con i bambini nelle società dove sono attivi ex calciatori. Da 3 anni abbiamo lanciato il progetto dei Camp estivi, in cui lavoriamo molto sull'aspetto educativo e del rispetto delle regole, con giochi, laboratori, proiezioni. Da qui, le stesse società e i genitori ci hanno spinto e convinto a proseguire con un piano formativo annuale, che dia continuità alle attività intraprese".

Ecco che da settembre partirà un innovativo programma, dove si fondono aspetti tecnici a quelli educativi e psicologici di ogni partecipante e della sua famiglia. Sono 4 le società nelle quali sarà sperimentato il modello: G.S Montanaso (LO), Pro Calcio Italia (PE), Real Vicenza Vs (VI) e Scuola Calcio Christian Manfredini Battipaglia (SA).

Lo staff Aic è formato, oltre che da Luca Milocco, da Stefano Ghisleni, Veronica Brutti, Christian Manfredini, Simone Berardi, più una psicopedagogista e un nutrizionista: un'equipe specializzata che può dare una formazione a 360 gradi non solo ai bambini, ma anche ai tecnici, ai dirigenti, ai genitori. In grado di far capire che non è più il tempo di allenatori che pensano solo alla vittoria, stressando i bambini e castrando la loro creatività; di dirigenti che ragionano con schemi antiquati e navigano a vista; di genitori che incanalano le loro aspirazioni e sfogano le loro frustrazioni in figli che vogliono solo e soltanto giocare per divertirsi.

Una delle azioni più curiose e "rivoluzionarie" del progetto è la giornata coi genitori. Quella in cui mamme e papà smettono i panni dello scalmanato dietro la recinzione che urla al figlio "tira!", "sveglia!"...creandogli solo tensione negativa, si infilano calzoncini e scarpe bullonate e si allenano, in campo, sotto l'egida dei tecnici. E sotto lo sguardo dei bambini.
"Sono esperimenti molto utili - spiega Milocco - per far capire ai genitori che da fuori, a parole, è tutto facile, ma in campo, con il pallone tra i piedi, molto meno. Ecco perchè bisogna lasciare liberi i bambini, farli divertire, capire che possono sbagliare. Così i genitori si mettono in gioco e comprendono gli ostacoli da affrontare. Dopo l'allenamento ci fermiamo con loro, per fargli capire questi aspetti".
Poi, a casa, li aspettano i bambini, con le loro domandine..."Hai visto che non è così facile come pensavi? Lasciami libero di giocare e imparare da solo".

Perchè nel calcio dei bambini - lo si impari una volta per tutte - gli errori tecnici non esistono, non devono esistere: solo solo occasioni di imparare, sono solo tappe lungo il percorso dell'apprendimento.

Nelle attività con i ragazzi sono previsti anche dei laboratori educativi, che consistono nella visione di alcuni video a tema e relativo confronto sugli argomenti trattati e sulla realizzazione di vari elaborati (temi, cartelloni, striscioni, disegni…). Inoltre, al termine di ogni incontro formativo (allenamento e/o laboratorio), ai ragazzi potranno essere assegnati dei «compiti a casa»: diario del giovane calciatore, descrizione delle proprie emozioni, indicazione di impressioni, pareri, proposte, ricerche su personaggi e su alcune specifiche parole ed il loro significato.

laboratorio calcio che ci piace e che non ci piace

Un bambino su 30.000 secondo i dati AIC diventa giocatore di calcio.
"Ma tutti - ripete sempre Tommasi - dovranno diventare uomini e noi dobbiamo cercare di farli diventare persone migliori".

Ecco perchè le Scuole AIC sono una bella pietra miliare, in questo percorso.
Io spero vivamente che abbiano successo e si diffondano. Gettando semi positivi, che possano germogliare e contaminare tutto il mondo calcistico italiano. E spero che questo lavoro diventi un lavoro di squadra, strutturale, di tutto il sistema.

Altrimenti, il giocattolo si romperà. Non credi?
Fateci sapere la vostra su questo progetto e raccontateci eventuali esperienze simili sul territorio, le metteremo in evidenza su questo blog.
Scrivete su alessandro.crisafulli@ilgiorno.net
www.twitter.com/pedateepalloni

 

 

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