Il giusto mondo

La donna perduta

A Londra una mostra, resa possibile dal crowfunding, mette in luce il dramma della Fallen Woman, la donna perduta, che, persa la propria virtù, era cacciata di casa e costretta ad abbandonare la propria prole

Fallen Woman

Fallen woman: donna perduta. E' il titolo di una mostra d'arte che aprirà a Londra dal 25 settembre al 3 gennaio e che ha due pregi. Il primo è quello di portare alla luce il modo in cui la letteratura, l'arte e i giornali hanno ritratto, nel moralista periodo Vittoriano, agli inizi del XIX secolo, le donne che hanno perso la verginità fuori dal matrimonio, mettendo in guardia le giovinette dalle conseguenze di perdere la propria virtù. Erano le donne, se restavano incinte, a pagare l'unico e più alto prezzo, a subire la condanna sociale, ad essere cacciate di casa e a dover abbandonare i propri bambini negli orfanotrofi. Gli uomini, vigliaccamente disinteressati al destino delle fanciulle che spesso, forti della loro esperienza, avevano dapprima sedotto e poi abbandonato, così come al destino della loro stessa prole, erano privi di responsabilità e lontani da ogni biasimo. La mostra, curata da Lynda Nead e promossa dal Foundling Museum, è ricca anche delle petizioni tramite le quali le donne chiedevano all'Ospedale Foundling di Londra, fondato nel 1739, di essere aiutate: se prima veniva garantito loro l'anonimato e dunque le loro storie sono finite nell'oblio, dagli anni '30 del 1800 l'ospedale cambiò la propria politica, accettando solo coloro che, prima di portare in grembo il primogenito, erano considerate giovani rispettabili. Le madri, dunque dovevano raccontare le loro storie dettagliatamente e per iscritto: per la prima volta questi documenti usciranno dall'archivio e queste voci ritroveranno vita. Il secondo merito è che la mostra avrà luogo grazie al successo del crowdfunding: in poche settimane le promotrici, tramite una campagna veicolata attraverso il sito 'Art Fund - The national fundraising charity for art' (Fond per l'Arte - La raccolta fondi nazionale di carità per l'arte) e poi promossa attraverso i social e youtube, ha raggiunto, grazie a 198 donatori, la quota di 25.382 sterline, coprendo il 110% della somma minima necessaria, 23 mila sterline. A seconda delle quote, la raccolta fondi assegnava dei riconoscimenti ai donatori: per le 100 sterline, in omaggio un piccolo (foto), riproduzione di quello che le madri lasciavano ai figli prima di consegnarli agli istituti, per poterli identificare se mai si fossero riuniti.

Henry Nelson O'Neil A Mother Depositing Her Child at the Foundling Hospital in Paris 1855

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