La cronaca a colori

Ok, glass

«Ok glass», vien voglia di dire. Perché ormai ci siamo. E se il marketing è ancora marketing, allora vedrete che nei prossimi mesi diventerà un tormentone la mitica stringa “Ok, glass”, la doppia parola magica con la quale attivare gli occhiali di Mountain View. Quelli che si connettono a Internet, scattano le foto, ti indicano la strada, scrivono le mail e probabilmente mettono ad alto rischio la privacy di tutti noi.

Ormai ci siamo, perché due cose stanno per accadere. La prima il 15 aprile, quando Google metterà libera vendita, per una sorta di anteprima, il suo prodotto. Disponibile per chiunque, negli Stati Uniti, voglia comprarli. Per un giorno, ma per un giorno solo, basterà essere tempestivi ed essere disposti a sborsare 1.500 dollari. Che sono molti, ma che per tanti non sono una somma impossibile.
Il giorno dopo, e questo sì che ci piace, ci sarà un altro debutto, tutto italiano. I Google Glass infatti arriveranno nelle sale operatorie italiane. Serviranno per la formazione dei medici, guideranno passo passo i chirurghi. Il primo a utilizzarli con questo scopo sarà l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, che punta decisamenet sulla realtà aumentata. La presentazione ufficiale è annunciata appunto per il 16 aprile.
Cosa siano i Google Glass ormai lo sappiamo tutti. A cosa servano, invece, lo stabilirà la fantasia e l’ingegno dei programmatori.

@pierofachin

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